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MALLET-STEVENS, Rob (Parigi, 1886 - Parigi, 1945) Une cité moderne

Parigi,  Charles Massin,  1922

Dessins de Rob Mallet-Stevens architecte. Préface de Frantz Jourdain. 32 planches en couleur reproduisant des dessins de Mallet-Stevens datés 1917 et 1921 (cm 22,5x32,5 - 32,5x22,5). En feuilles, portefeuille de l'éditeur

Chiusura della cartella con laccetti

Cm 33,5x24,  pp. 8+ 32 tavole Fogli sciolti in cartelletta (loose as issued in original portfolio) Ottimo (Fine)

Studiò all'École spéciale d'architecture, interessandosi contemporaneamente all'opera di H. Hoffmann (l'architetto viennese costruì a Bruxelles la casa Stoclet per lo zio) e di R. Mackintosh. Al Salon d'automne del 1912, dove espose i suoi primi progetti (soprattutto arredamenti), ebbe modo di conoscere P. Chareau e altri artisti, animati dallo stesso intento di rinnovamento che porterà alla costituzione nel 1929 dell'Union des artistes modernes. I suoi progetti per "Une cité moderne" (1922) dettero l'avvio a un approfondimento rivelatore dell'attenzione per la poetica di De Stijl e per le inedite possibilità offerte dal cemento come creatore di un nuovo stile. Dalla villa de Noailles a Hyères (1923), scelta da Man Ray per girarvi il cortometraggio "Les Mystères du Chateau du dé" (1928), ai padiglioni per l'esposizione delle arti decorative del 1925, alla strada che porta il suo stesso nome (1926-27), alla caserma dei pompieri di rue Mesnil (1936), ai padiglioni per l'esposizione di Parigi del 1937, l'opera di M.-S. è tra le testimonianze più interessanti del movimento moderno. Per la sua attività di scenografo, esemplare è la sua partecipazione al film l'"Inhumaine" (1923) di M. L'Herbier, a fianco di F. Leger, Chareau, D. Milhaud. Dal 1930 fu nel comitato direttivo de "L'architecture d'aujourd'hui".

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