Rif: 225878

DE AMICIS, Edmondo (Oneglia, 1846 - Bordighera, 1908)Cartolina postale autografa indirizzata a Luigi Lodi

Torino 1905

Cartolina postale autografa di Edmondo De Amicis a Luigi Lodi, datata Torino 4 aprile 1905. De Amicis ringrazia Lodi per una recensione di un suo libro, sul giornale La Tribuna: "Mille volte grazie, caro Lodi, avete appagato una mia viva ambizione. Non desidero più altro onore al mio povero libro ...." La cartolina originariamente indirizzata presso La Tribuna viene reindirizzato a  Fontanella dei Borghesi, probabilmente perche nell'aprile del 1905 Lodi aveva già lasciato La Tribuna per fondare un suo nuovo giornale La Vita.

Cartolina postale affrancata e timbrata

Cm 9x14 Fogli sciolti (loose pages) Piccola macchia al lato destro che non interessa il testo Molto buono (Very Good)

Edmondo De Amicis (Oneglia, 1846 - Bordighera 1908),  frequentò l'Accademia militare di Modena, fino all'estate del 1865, licenziandosi con il grado di sottotenente. Divenne quindi giornalista militare, e si trasferì a Firenze per assumere la direzione de L'Italia militare, organo ufficiale del Ministero della guerra 
La sua attività di scrittore inizia con la pubblicazione dei bozzetti militari su  questo ed altri giornali, bozzetti che verranno poi raccolti e pubblicati nel suo primo volume La vita militare (1868). Seguiranno numerosi altri suoi romanzi, quali Spagna (1873); Ricordati di Parigi (1879); Cuore (1886), uno dei libri più popolari della letteratura mondiale per ragazzi; Romanzo di un maestro (1890); Amore e ginnastica (1892); La carrozza di tutti (1899); Sull'oceano (1899); L'idioma gentile (1905); fino a Ricordi d'un viaggio in Sicilia, suo ultimo libro del 1908.
Nel 1903, De Amicis era stato eletto socio dell'Accademia della Crusca e nel 1906  era entrato  a far parte del Consiglio Superiore dell'Istruzione su nomina del Ministro Vittorio Emanuele Orlando

 

Luigi Lodi (Crevalcore, 1856 – Roma, 1933) è stato un giornalista italiano, acceso polemista e animatore della vita letteraria e politica romana tra Otto e Novecento.
Ancora studente a Bologna iniziò a collaborare a varie testate giornalistiche. Nella redazione della Voce del Popolo conobbe Giosuè Carducci, con cui stabilì una lunga amicizia Nel 1877 si laureò in giurisprudenza.
Nel 1883 si spostò a Roma, dove, grazie alle presentazioni del Carducci, entrò in contatto con la redazione del CapitanFracassa, e in seguito con Angelo Sommaruga, che gli affidò l'incarico di redattore della Domenica Letteraria, sulle cui pagine si rese protagonista di una memorabile polemica quando difese Gabriele D'Annunzio, i cui versi (dell'Intermezzo di rime) erano stati accusati di oscenità. Prese quindi a collaborare con il Capitan Fracassa usando lo pseudonimo Il Saraceno.
Sempre nella redazione del Capitan Fracassa conobbe Matilde Serao, con la quale ebbe una breve e tormentata relazione, e Olga Ossani (giornalista che si firmava con lo pseudonimo di Febea), la quale nel 1885 divenne sua moglie.
Insieme diedero vita in seguito a diverse inziative editoriali, quali il Don Chisciotte della Mancia, (insieme a Luigi Arnaldo Vassallo) Nuova Rassegna, Don Chisciotte di Roma che in seguito si fonderò con Il Fanfulla dando vita a Il Giorno, un quotidiano di impronta liberale e dall'impostazione grafica innovativa che prevedeva per la prima volta la stampa di pagine a colori.
Negli ultimi anni della sua attivitò giornalistica entrò al Giornale d'Italia diretto da Alberto Bergamini.
Di Lodi si ricordano anche due libri: Venticinque anni di vita parlamentare, da Pelloux a Mussolini, del 1923 e Giornalisti, del 1930.

190