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BERTELLI, Luigi [VAMBA] (Firenze, 1860 - Firenze, 1920)Due lettere indirizzate a Luigi Lodi

Firenze [1890]

Lettera autografa di Luigi Bertelli indirizzata a Luigi Lodi, datata Napoli, 18 febbraio. Senza indicazione dell'anno, ma probabilmente databile 1889/1890 in quanto si fa riferimento all'uscita di Lodi dal Capitan Fracassa e prima della fondazione del Don Chisciotte della Mancia di Luigi Arnaldo Vassallo. Scrive infatti Vamba: "non riesco ad immaginare il Saraceno senza un giornale ..... In ogni modo, attuandosi quello che io spero, la prego di ricordarsi di me". Aggiunta una cartolina postale di tono scherzoso in cui Bertelli, che si era impegnato con Lodi e fare milleduecento firme, confessa che la cosa non gli è riuscita per cui deve rinviare la sua partenza al giorno successivo. La cartolina reca il timbro postale del 19/12/1893

Cm 21x13,  Quartini scritto su due facciate Fogli sciolti (loose pages) Alone di umido alla piegatura che comunque non compromette la lettura del testo Mediocre (Poor)

Luigi Bertelli, (Vamba, Firenze, 1860 - Firenze, 1920) cominciò a collaborare al quotidiano romano Capitan Fracassa nel 1884. Dal 1893 al 1899 collaborò a il Don Chisciotte di Roma, che nel 1899 si fonderà con il Fanfulla, dando vita al quotidiano Il Giorno (1899-1901), cui Bertelli collaborò con i suoi celebri soldati. Nel 1906 fonda e dirige a Firenze il Giornalino della Domenica, settimanale edito da Bemporad che gli procurerà una fama duratura Tra il 1907 e il 1908 vi pubblicherà a puntate “Il giornalino di Gianburrasca” poi edito in volume nel 1912. Il Giornalino visse fino al 23 luglio 1911, quando non fu più in grado di reggere la concorrenza, del Corriere dei Piccoli.

 

Luigi Lodi (Crevalcore, 1856 – Roma, 1933) è stato un giornalista italiano, acceso polemista e animatore della vita letteraria e politica romana tra Otto e Novecento.
Ancora studente a Bologna iniziò a collaborare a varie testate giornalistiche. Nella redazione della Voce del Popolo conobbe Giosuè Carducci, con cui stabilì una lunga amicizia Nel 1877 si laureò in giurisprudenza.
Nel 1883 si spostò a Roma, dove, grazie alle presentazioni del Carducci, entrò in contatto con la redazione del CapitanFracassa, e in seguito con Angelo Sommaruga, che gli affidò l'incarico di redattore della Domenica Letteraria, sulle cui pagine si rese protagonista di una memorabile polemica quando difese Gabriele D'Annunzio, i cui versi (dell'Intermezzo di rime) erano stati accusati di oscenità. Prese quindi a collaborare con il Capitan Fracassa usando lo pseudonimo Il Saraceno.
Sempre nella redazione del Capitan Fracassa conobbe Matilde Serao, con la quale ebbe una breve e tormentata relazione, e Olga Ossani (giornalista che si firmava con lo pseudonimo di Febea), la quale nel 1885 divenne sua moglie.
Insieme diedero vita in seguito a diverse inziative editoriali, quali il Don Chisciotte della Mancia, (insieme a Luigi Arnaldo Vassallo) Nuova Rassegna, Don Chisciotte di Roma che in seguito si fonderò con Il Fanfulla dando vita a Il Giorno, un quotidiano di impronta liberale e dall'impostazione grafica innovativa che prevedeva per la prima volta la stampa di pagine a colori.
Negli ultimi anni della sua attivitò giornalistica entrò al Giornale d'Italia diretto da Alberto Bergamini.
Di Lodi si ricordano anche due libri: Venticinque anni di vita parlamentare, da Pelloux a Mussolini, del 1923 e Giornalisti, del 1930.

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