Rif: 205887

AA. VV.Guida della Sesta Triennale 1936 A-XIV

Milano,  Triennale,  1936 - Prima edizione (First Edition)

Guida della Sesta Triennale Internazionale delle Arti Decorative e Industriali Moderne e dell'Architettura Moderna tenutasi a Milano al Palazzo dell'Arte nel 1936. Il consiglio di Amministrazione era composto da: Rino Valdameri, Giovanni Ponti, Marcello Piacentini, Alberto Janitti Piromallo, Rino Parenti, Antonio Maraini, Alberto Calza Bini. Il Direttorio era composto da: Carlo A. Felive, Giuseppe Pagano Pogatschnig, Marco Sironi. Sezioni: Mostra dell'abitazione - Mostre di architettura - Arti decorative. La Triennale prevedeva anche opere costruite nel parco: Teatro all'aperto (Eugenio Falvoli), Fontana monumentale (Cesare Cattaneo e MArio Radice), Campo giochi (Giulio Minoletti e Giuseppe Mazzoleni). Il Salone d'onore del Palazzo dell'Arte era stato trasformato in Salone della Vittoria da parte del gruppo (vincitore di un concorso pubblico bandito dalla stessa Triennale) composto da Marcello Nizzoli (progetto), Giancarlo Palanti (pittore), Edoardo Persico (architetto), Lucio Fontana (scultura). Tra gli architetti e i curatori figurano: Gino Pollini e Luigi Figini, Giò Ponti, Franco Albini, Piero Bottoni e Mario Pucci, Enrico Prampolini, Gino Levi Montalcini, Ettore Sottsass, Agnoldomenico Pica, Ludovico Quaroni, Luciano Baldessari, Studio Artek di Helsinki sotto la direzione di Alvar Aalto e molti altri

8vo,  pp. 142 + 10 pagine pubblicitarie poste a inizio e fine volume Molto buono (Very Good)

La VI Triennale di Milano fu la seconda realizzata a Milano dopo le quattro Biennali di Monza, e viene ricordata per essere stata la triennale di Giuseppe Pagano Pogatschnig:
"Nel 1936, incaricato della direzione generale della VI Triennale di Milano, convogliò questo interesse per le espressioni della cultura popolare nell'organizzazione (con Guarniero Daniel) della mostra L'Architettura rurale nel bacino del Mediterraneo (della quale lui stesso curò il progetto espositivo). Per l'occasione portò avanti una colossale campagna fotografica - per lui la camera ottica rappresentò sempre un indispensabile strumento di indagine e di studio - andando a rilevare l«immenso dizionario della logica costruttiva dell'uomo, creatore di forme astratte e di fantasie plastiche spiegabili con evidenti legami col suolo, col clima, con l'economia, con la tecnica» (Architettura rurale italiana, con G. Daniel: «Quaderni della Triennale», Milano 1936, p. 12). Attraverso i suoi appassionati scatti - «tra lo sbadiglio della fotografia aulica e il pericolo della volgarità da cartolina illustrata» (Un cacciatore di immagini, in Cinema, dicembre 1938, ora in G.P. fotografo, 1979, p. 156) - mise a fuoco «una Italia lontana dalla retorica e dalla esibizione, una Italia [] di orizzonti rurali ed eroici, di strani contrasti, di rivelazioni piene di moderne risonanze» (ibid.). In occasione della VI Triennale progettò, secondo le nette linee del funzionalismo tedesco, il padiglione aggiunto al palazzo dell'Arte, deputato a ospitare mostre temporanee, all'interno del quale inserì la scala elicoidale (concepita in collaborazione con Tomaso Buzzi) che si avvitava isolata nello spazio, retroilluminata da una parete di vetrocemento, secondo il modello messo a punto da Luigi Moretti all'interno della casa della GIL (Gioventù italiana del littorio) di Trastevere, in Roma" (informazioni tratte da Enciclopedia Treccani)

 

120

News

Notizie dal mondo dell'arte, della fotografia, della letteratura, dell'architettura e del design, dei libri illustrati, d'artista, di pregio, rari e di svago...

Archivio Articoli