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AMKPA, Awam (Nigeria, 1959)ReSignifications. European Blackamoors. Africana Readings

Roma,  Postcart,  2015 - Prima edizione (First Edition)

In collaborazione con la New York University di Firenze. Testi di Awam Amkpa, Ellyn Toscano, Robert Holmes, Antonella Nesi, Paul Kaplan, Kate Lowe, Ulrich Baer, Gunja Sen Gupta, Deborah Willis, Ella Shohat, Adrienne L. Childs. Completamente illustrato a colori con opere di Adejoke Tugbiyele, Alessandra Capodacqua, Alessandra Ragionieri, Ananya Chatterjea, Awol Erizku, Carrie Mae Weems, Chriss Aghana Nwobu, Damien Davis, Daniele Tamagni, Deborah Willis, Derrick Maddox, Elizabeth Colomba, Flavio Cerqueira, Gordon Parks, Joanne Savio, Malik Nejmi, Manthia Diawara, Mary Sibande, Nashormeh Lindo, Officina delle Nuvole, Zanele Muholi, et al.

4to (cm 30x24),  pp. 326 Brossura (wrappers) Nuovo (New)

ReSignifications interprets the "Blackamoor" trope in Western culture. This tradition of decorative art emerged at the intersection of cross-cultural encounters shaped by centuries of migration, exchange, conquest, servitude, and exile. ReSignifications links classical and popular representations of African bodies in European art, culture, and history. It moderates and subverts artistic conventions by using the works of contemporary artists from Africa, Europe, North and South America, and the Caribbean to engage in dialogue with the broad historical array of ornamental representations of African bodies.

Resignifications offre una nuova e inesplorata chiave di lettura della figura del moro così come è stata raffigurata in Europa attraverso i secoli, invitando artisti contemporanei dell'Africa, Europa ed Americhe a reinterpretare quella che è appunto un'icona nell'ambito delle arti decorative sviluppatesi in Europa in epoca moderna. Siffatta produzione artistica riflette idee di cultura, identità, ed è forgiata da fenomeni come la migrazione, la conquista, la schiavitù e l'esilio; il libro offre un'opportunità inedita per decostruire questo insieme di assunti e lo fa con un approccio multidisciplinare. L'università di New York, Villa La Pietra a Firenze, ospita una notevole collezione di questi artefatti, attestandosi, pertanto, come una sede ideale da cui lanciare al mondo accademico e degli artisti la sfida per una rilettura della figura del Blackamoor.

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