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Movimento Arte Concreta Arte Concreta 1950-1951

Milano,  Movimento Arte Concreta,  1951

Riproduzione dei testi che hanno accompagnato le mostre più importanti di M.A.C. fra il 1950 e il 1951: Fredy Procaccio, Filippo Tommaso Marinetti, Gianni Bertini, Gillo Dorfles, Luigi Bracchi, Giulia Sala Mazzon, AndréBloc, Gianni Monnet, Giulio Turcato, Mario Ballocco et al. Illustrazioni a colori e in bianco e nero: opere di Arturo Ciacelli, Atanasio Soldati, Augusto Garau, Ferdinando Chevrier, Gianni Bertini, Carla Accardi, Mario Nigro, Achille Perilli, Gianni Monnet, Bruno Munari (carta velina nera manipolata e alcune pagine del "libro illeggibile" con carte veline colorate legate da filo bianco) et al. 

Copertina tipografica. Stampatore Industria Grafica Italiana

8vo (cm 11 x 21,5),  pp. 64 Brossura (wrappers) Molto buono (Very Good) [Maffei, 2004]

"Le raccolte sono le prime pubblicazioni organizzate dal M.A.C. In questi libretti sono tuttavia già contenute le intenzioni, la progettualità grafica ed i tratti caratteristici che accompagneranno l'intero percorso editoriale. Si possono riassumere in tre battute: utilizzo di materiali informativi, sostituzione da parte dell'artista della funzione del critico, povertà dei mezzi di produzione usata anche a fini estetici. Vi sono contenuti gli inviti delle mostre alla Libreria Salto con qualche eccezione per altri ritenuti funzionali alla documentazione dell'attività del Movimento. La maggior parte dei testi riguarda il tema, evidentemente centrale, della definizione dell'idea di “concretismo”, quasi un'ansia di spiegare un concetto assai poco chiaro al pubblico” [...]

Nelle raccolte si delinea quella ricerca, pur manualmente espressa, dell'invenzione grafica e della giustapposizione composita di elementi tipografici, si annuncia quel carattere stravagante e variegato che contraddistinguerà l'intera produzione editoriale: le carte si fanno sorprendentemente diverse, si aggiungono le manipolazioni ed i tagli delle pagine, si individuano quelle costanti tipografiche che ritroveremo nelle pubblicazioni successive [...]

Tra i vari contributi va segnalata la presentazione di Gillo Dorfles per la mostra dell'aprile 1951 "artisti del M.A.C." alla Galleria Bompiani. Quel testo, che ancora ribadisce le differenze tra i generi del non-figurativo, è ricordato come il "manifesto del M.A.C.", anche se certamente non nato con quelle intenzioni e senza acluna vocazione declamatoria: "Una distinzione tra i due aggettivi: astratto e concreto, apparentemente contrastanti e antitetici" [...]

La raccolta tende a diventare rivista, asumerne i connotati tipici e svolgerne la funzione".

(Giorgio Maffei, M.A.C. Movimento Arte Concreta).

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