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PENONE, Giuseppe (Garessio, 1947)Giuseppe Penone. Alberi in versi

Milano - Firenze,  Giunti - Gallerie degli Uffizi 2021 - Prima edizione (First Edition)

Volume pubblicato in occasione dell amostra tenutasi presso le Gallerie degli Uffizi, Firenza 6 luglio - 3 ottobre 2021. Testi di Eike D. Schmidt, Gianfranco Maraniello, Giuseppe Penone, Renata Pintus, Carlo Ossola. Illustrazioni a colori, di cui molte a piena pagina. Catalogo delle opere esposte, Biografia e Bibliografia selezionata

Cm 30x25,  pp. 160 Rilegato (hardback) Dorso e angoli delle copertine con lievi abrasioni (Minor damage to spine and edges) Molto buono (Very Good)

Giuseppe Penone è uno dei principali  esponente della corrente dell'Arte Povera. Espone per la prima volta nel 1968 al Deposito d'Arte Presente opere realizzate con materiali non convenzionali quali piombo, rame, cera, pece, legno. Nel bosco di Garessio l'artista mette in atto una serie di performance vòlte a sondare le possibilità che l'uomo ha di interagire con la natura e di modificarla, intervenendo, ad esempio, nel processo di crescita degli alberi (Alpi Marittime, 1968). Nel 1970 inizia a indagare il rapporto tra il corpo umano e l'ambiente esterno, questa volta cittadino e, in sintonia con le tendenze della Body Art, realizza opere quali Rovesciare gli occhi Svolgere la propria pelle (1971), che individuano nell'epidermide umana la superficie di confine e di dialogo tra l'“io” interno e il mondo. Deriva da qui l'uso del calco e del frottage, che permettono all'artista di partire da un'immagine tanto automatica quanto inconscia come l'impronta, che poi questi rafforza con il disegno (Pressione, 1974).

 Per Giuseppe Penone (Garessio 1947) l'albero è immagine di una giovinezza trascorsa tra i boschi delle Alpi Marittime e perciò frequentata assiduamente negli ormai oltre cinquant'anni di ricerca. L'albero rivela, attraverso la sua crescita a cerchi concentrici, una forma essenziale, strettamente necessaria alla sua stessa esistenza e al suo stesso sviluppo: è saldamente piantato nella terra ma con i rami protesi verso il cielo. 

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