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Movimento Arte Concreta Raccolta della II serie del bollettino "arte concreta" n. 8-15, stagione artistica 1952-53

Milano,  Movimento Arte Concreta,  1953 - Prima edizione (First Edition)

Dal 15 ottobre 1952 al 31 maggio 1953 / 8 fascicoli. Riproduzione dei testi che hanno accompagnato le mostre più importanti di M.A.C. fra il 15 ottobre 1952 e il 31 maggio 1953. Tra questi Gianni Monet ("Prima mostra antologica dell'opera di Soldati"), Gillo Dorfles ("Forma-colore senza metafora"), Albino Galvano ("Mostra di pittori concreti di Milano e Torino alla Saletta Gissi"), Franco Passoni ("Spazialismo"), Filippo Scroppo et al. Tra i manifesti riprodotti su tavole ripiegate: "Manifesto del Macchinismo", "Manifesto dell'Arte Totale", "Manifesto dell'Arte Organica", "Manifesto del Disintegrismo". Opere originali a collage e tavole grafiche di Gianni Monnet, Atanasio Soldati, Giannattasio, Antonio Franchini, Renè Charles Acht, Adriano Parisot, Pino Serpi, Michele Provinciale, Mario Nigro, Bruno Munari, Alberto Moretti, Garau, Gillo Dorfles, Filippo Scroppo et al. Sommario dei contenuti di ogni singolo fascicolo

In copertina pittura di Monnet in un appartamento a Milano arredato dallo Studio B24. Impaginazione di Bruno Munari (tranne quelle dei numeri 13 e 15 che è di Michele Provinciali e delle pagine di Torino che è di Adriano Parisot). Le copertine del N. 10 sono formate da 4 fogli trasparenti diversamente stampati

16mo (Cm 17 x 17),  pp. 142 Brossura (wrappers) Ottimo (Fine) [Maffei, 2004]

Il decennio 1948-1958, che convenzionalmente circoscrive le vicende M.A.C., è segnato puntualmente da uno scandito percorso editoriale: le raccolte degli inviti delle esposizioni “Arte Concreta” che documentano i primi due anni di attività e poi i quindici bollettini “Movimento Arta Concreta” pubblicati con cadenza pressoché mensile e caratterizzati dal formato quadrato. A questi seguono i bollettini “Sintesi delle Arti” ed i quattro volumi “Documenti d'Arte d'Oggi” a cadenza annuale dal 1954 al 1958. Per l'intero svolgersi del cammino del Movimento, alle pubblicazioni si affianca una cartella di grafica che, pur nella povertà dei mezzi espressivi, documenta le caratteristiche artistiche del gruppo e dei singoli protagonisti. In queste tappe si svelano tutte le intenzioni e le potenzialità inventive, la loro forte ed originale caratterizzazione grafica che a prescindere dalla statura artistica del Movimento e dalle qualità dei singoli artisti, pongono queste opere nel novero delle più interessanti pubblicazioni d'arte del secolo (Giorgio Maffei, M.A.C. Movimento Arte Concreta).

Dal "Manifesto del Macchinismo":
'Il mondo, oggi, è delle macchine. Noi viviamo in mezzo alle macchine, esse ci aiutano a fare ogni cosa, a lavorare e a svagarsi. Ma cosa sappiamo noi dei loro umori, della loro natura, dei loro difetti animali, se non attraverso cognizioni tecniche, aride e pedanti?

Le macchine si moltiplicano molto più rapidamente degli uomini, quasi come gli insetti più prolifici; già ci costringono ad ocuparci di loro, a perdere molto tempo per le loro cure, ci hanno viziati, dobbiamo tenerle pulite, dar loro da mangiare e da riposare, visitarle continuamente, non far loro mai mancar nulla. Fra pochi anni saremo i loro piccoli schiavi.

Gli artisti sono i soli che possono salvare l'umanità da questo pericolo. Gli artisti devono interessarsi delle macchine, abbandonare i romantici pennelli, la polverosa tavolozza, la tela e il telaio; devono cominciare a conoscere l'anatomia meccanica, il linguaggio meccanico, capire la natura delle macchine, con i loro stessi mezzi. Non più colori a olio ma fiamma ossidrica, reagenti chimici, cromature, ruggine, colorazioni anodiche, alterazioni termiche. Non più tela e telaio ma metalli, materie plastiche, gomme e resine sintetiche.

Forme, colori, movimenti, rumori del mondo meccanico non più visti dal di fuori e rifatti a freddo, ma composti armonicamente. La macchina di oggi è un mostro!

La macchina deve diventare un'opera d'arte!
Noi scopriremo l'arte delle macchine!'

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