Un tragico Pittoresco

[Immagini di Luciano D'Alessandro, testo di Corrado Terzi. ZOOM, Anno II, n. 5, Settembre 1973 pp. 16-29. Con 14 fotografie di D'Alessandro]

"Che cosa può vedere, un obiettivo, se lo punti su Napoli? Quello che vuoi tu - sembrerebbe la risposta più giusta. Invece no. Ecco delle immagini di Napoli. L'obiettivo si è comportato come il pendolo: è stato attirato da una città che ha bisogno di scandali più che di poesia. È una città che la poesia ha ucciso: il favoloso alibi di Piedigrotta ma anche il verismo acritico di Di Giacomo, l'indifferenza aristocratica di Benedetto Croce e la «bellezza» del Vomero. A Napoli solo tre abitanti su dieci hanno un lavoro regolarmente retribuito. Dov'è la poesia? L'obiettivo è stato attirato non dalla «poesia», dunque, che non c'è, che non c'è mai stata - perché Napoli è da sempre una città da tragedia -; è stato attirato da un bisogno di verità, di chiarezza. Per Napoli questo obiettivo cerca di formulare un nuovo vocabolario visivo e propone, anzi indica, dei precisi temi da discutere. Da questo tipo di immagini si può partire per una indagine tutta concreta, di fatti, nomi e cifre. Per esempio, quei tre napoletani che lavorano mentre dieci stanno a guardare o «s'arrangiano». L'arte di arrangiarsi, appunto: ecco su quali basi fiorisce la poetica partenopea... Per esempio, quel cinque per cento annuo in più, nel numero dei bambini nati morti, contro una diminuzione eguale, ogni anno, di nati vivi. E ogni anno c'è un tre per cento di matrimoni in meno rispetto all'anno precedente. Le malattie mentali e infettive sono in continuo aumento. Dov'è, in questa Napoli, la «poesia»? I napoletani che cantano sempre, da mane a sera, per «scacciare la malinconia»? Dov'è, fra tutte queste finestre che forano il cemento armato della più terrificante speculazione edilizia, «'a finestra che luciva»? Ai «bassi» si sostituiscono gli «alti»: altrettanto soffocanti, senza luce né aria, altrettanto insalubri. E tragicamente più insicuri, perché il crollo è sempre per domani. Guardare Napoli, oggi, è guardare la più grossa sconfitta della società italiana. ...... Dov'è finita la cultura a Napoli? Queste immagini potrebbero essere gli sfondi ideali per una commedia di Eduardo interpretata da Totò, ma a patto che i dialoghi vengano riscritti da Marx o da Brecht. ..... La rivolta deve nascere da scelte come queste, perchè l'obiettivo, aperto al momento giusto, formula pensieri e riflessioni, invettive e giudizi."