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MICHENER, Diana (Boston, 1940)Twenty-eight. Figure Studies

Gottingen,  Steidl 2020 - Prima edizione (First Edition)

Testo e 28 fotografie in bianco e nero di Diana Michener stampate su carta lucida

Rilegato filo refe

8vo (cm 24x27),  pp. 68 Brossura, custodia (wrappers, slip-case)  Perfetto (Mint)

How to represent sex as a place of ecstasy rather than pornography? How to transcend the unavoidable physicality of the sexual act, sometimes tender, sometimes violent, to reach what Diana Michener calls “the place of communion … the unknown, the cosmic”? Michener initially considered depicting live models for this book, yet finally decided to photograph stills from pornographic films, transforming the hyperreality of the sex industry, its tarnished colored gloss, into something more ambiguous, timeless and expressive. The figurative forms of sex are often (just) recognizable in Michener's black-and-white pictures: a kiss, breasts, entangled limbs; but just as often they are not. Bodies are simplified and blurred, seeping into abstraction and darkness, hinting at yet never embracing explicitness. In images both graphic and impressionistic, Michener's self-declared goal steadfastly remains “to transform into the visual what is emotional and mental.”

 

 

Come rappresentare il sesso come luogo di estasi e non di pornografia? Come trascendere l'inevitabile fisicità dell'atto sessuale, a volte tenero, a volte violento, per raggiungere quello che Diana Michener chiama "il luogo della comunione... l'ignoto, il cosmico"? Inizialmente Michener aveva pensato di ritrarre modelle dal vivo per questo libro, ma alla fine ha deciso di fotografare fotogrammi di film pornografici, trasformando l'iperrealtà dell'industria del sesso, la sua patina colorata, in qualcosa di più ambiguo, senza tempo ed espressivo. Le forme figurative del sesso sono spesso (appena) riconoscibili nelle immagini in bianco e nero di Michener: un bacio, un seno, delle membra aggrovigliate; ma altrettanto spesso non lo sono. I corpi sono semplificati e sfocati, scivolano nell'astrazione e nell'oscurità, accennando ma senza mai abbracciare l'esplicito. In immagini sia grafiche che impressionistiche, l'obiettivo dichiarato da Michener rimane sempre quello di "trasformare in immagini ciò che è emotivo e mentale".

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