Ennio Tamburi. Press e testimonianze

Ennio Tamburi. Press - ENG Version

2018 - La scomparsa dell'Artista


Artribune - Muore all'età di 82 anni Ennio Tamburi, pittore minimalista che scriveva con le forme e i colori
Artribune - In morte dell'artista Ennio Tamburi. Il ricordo di Luca Arnaudo
Agi - Addio a Ennio Tamburi, maestro dell'ultimo Novecento
Comunicando - Deceduto il Maestro Ennio Tamburi, uno dei principali esponenti dell'astrazione pittorica dagli anni Ottanta
YouReporter
Exibart - 
Scomparso a 82 il maestro dell'acquarello Ennio Tamburi
QuiNews Volterra - Muore artista conosciutissimo a Volterra
GoNews - Morto l'artista Ennio Tamburi, donò due opere alla Fondazione Cr Volterra
Corriere della Sera (PressReader) - Addio a Ennio Tamburi pittore minimalista dei segni geometrici


2018 - Un'intervista di Luca Arnaudo

Artribune - Le forme del tempo. Intervista a Ennio Tamburi

2018/2019 - Mostra al CRAC. Centro di Ricerca Arte Contemporanea

Comunicando - 
Inaugura a dicembre la mostra "Ennio Tamburi. Continuo"
Rivista Segno - Ennio Tamburi. Continuo
la Repubblica - Ennio Tamburi apre "Continuo"
Corriere di Taranto - CRAC Puglia: mostra personale di Ennio Tamburi
Fondazione Rocco Spani - Inaugurazione al CRAC della mostra di Ennio Tamburi "Continuo"
Lettera Artribune - Al CRAC di Taranto la mostra di Ennio Tamburi a pochi giorni dalla sua morte

Catalogo della mostra in PDF
- Ennio Tamburi. Continuo a cura di Luca Arnaudo e Roberto Lacarbonara

2018 - Continuum in mostra al Cimitero Acattolico di Roma

Alibi Online - Continuum: mostra di Ennio Tamburi al Cimitero Acattolico di Roma
BinRome - Ennio Tamburi riflette sul tempo, la personale nella splendida cornice del Garden Room del Cimitero Acattolico di Roma
Artribune - Ennio Tamburi. Continuum


2012 - Ennio Tamburi. Semplice. Complesso, la mostra alla GNAM - Galleria Nazionale d'Arte Moderna

Cultura Italia
- La Gnam fa tris
Agenda Online - Il pittore Ennio Tamburi in mostra a Roma
Informa giovani Roma - Ennio Tamburi Semplice. Complesso
AgrPress 
Atribune
- La semplice complessità di Ennio Tamburi
Eventi culturali magazine - Semplice. Complesso. Guizzi di luce e segrete antiche paure
Recensito - Semplice e complesso il punto di Ennio Tamburi
EuroForum - Semplice. Complesso

Belle Arti 131. Rivista online della Galleria Nazionale - Metalogando con Tamburi. Intervista p. 131-151
Rassegna stampa - Ennio Tamburi Semplice. Complesso

2009 - NEUE Galerie Graz FALTER
- Flimmern in Rot, Grün, Blau (Sfarfallio in rosso, verde, blu)
2009 - KLOSTER MUNSTAIR Kath - «Continuum»: Ein zeitgenössischer Künstler interpretiert 1200 Jahre alte Fresken im Kloster Müstair neu ("Continuum": un artista contemporaneo reinterpreta affreschi di 1200 anni nel monastero di Müstair)

2008 - Punti di Vista, la mostra alla Boutique Fabriano di Milano

ADC
- Fabriano presenta "Punti di Vista"
UnDo - Ennio Tamburi

2007 - DIE GALERIE LAZERTIS Neue Zurcher Zeitung - Gebündelte Emotionen (Emozioni in blocco) Lazertins Galerie 
2006 - Mostra alla Biblioteca Casanatense Biblioteca Casanatense - Ennio Tamburi Continuum
2003 - Duetto. SintesiAntitesi, la mostra all'Associazione A.I.Art LIART - sintesiAntitesi. Duetto
2003 - La mostra alla Galleria Anton Meier di Ginevra LE TEMPS - Les dérangements poétiques d'Ennio Tamburi (I disturbi poetici di Ennio Tamburi)
2002 - Collettiva alla Galleria Anton Meier Art of the Day - Les isles de Tohu et Bohu (Le isole di Tohu e Bohu)

1971-1973 La Quadriennale di Roma

1966 - Ecco il Piper! proposto e realizzato da F. C. Crispolti e Lionello Fabbri; Impaginato da Ennio Tamburi - Transmatic Italiana, Roma, 1966 Archivio Biblioteca Università la Sapienza

 

2012 - Duccio Trombadori, il Foglio 10/8/2012, 10 agosto 2012

CARTE PREGIATE, COLORE, ACQUA, TEMPERE: L'ASTRAZIONE DI TAMBURI

Ho conosciuto e ammirato Ennio Tamburi (classe 1936) nel pieno degli anni Ottanta quando abitava in un vasto studio a due passi da San Giorgio in Velabro e di lì girovagava per il mondo col meritevole piacere di esprimere una seducente fiaba visiva capace di associare lo stilismo estremo orientale all'astrazione lirica di stampo europeo. Già allora egli dipingeva con tocco sicuro carte pregiate, pochi tratti striati di colore ad acqua, tempere, e un ornato di punteggiature che mimavano alfabeti misteriosi, ideogrammi allusivi. E si capisce. Nipote di quell'elegante disegnatore di tetti romani e parigini che fu Orfeo Tamburi, Ennio era quasi predestinato ad assimilare il benefico filtro purista che ha distinto proprio a Roma i migliori esponenti dell'architettura e della pittura del '900 (non solo: in musica c'erano Casella e Petrassi) a partire da Libera, Moretti, Belli e Capogrossi fino ai devoti formalisti che, prima dell'ingombrante presenza della Pop art, fecero scuola di raffinatezza ed intelligenza negli anni Cinquanta e Sessanta (dico tra gli altri di Mirko, Sanfilippo e Gastone Novelli). Ma la Roma caciarona, effimera e postmoderna degli anni Ottanta non aveva né poteva avere molta voglia di aprire gli occhi sulla sua “tradizione del nuovo”. E tanto meno poteva accorgersi di un artista delicato e sognatore come Ennio Tamburi, che appariva a caciaroni, effimeri e postmoderni poco più di un incorreggibile attardato. Invece Ennio è un solitario per vocazione ed elezione, avvolto in un'incantata ed astorica nozione del tempo e dello spazio, tessitore assiduo di contrappunti geometrici in dialogo emotivo con chi ha messo a fuoco avvincenti relazioni tra segno, immagine, gesto e parola: la didascalica figurativa di Paul Klee, la febbrile pittografia di Hartung, Wols e Tobey, per non dire della campitura pervasiva di Mario De Luigi, eccetera. 

Forte di questa impalcatura poetica (che nei primi anni Sessanta aveva avviato alla “teoria della forma e della figurazione” altri eccellenti e dimenticati “solitari romani”: le sculture di carta di Paul Klerr, i collage di Valentino Zeichen, le astrazioni smaltate di Carmen Gloria Morales e Paolo Cotani) Ennio Tamburi ha preferito andarsene da Roma, ha continuato a viaggiare per il mondo – per il suo mondo – fino a che non ha preso stabile dimora in Svizzera, già patria d'elezione di Hermann Hesse e manco a dirlo di Paul Klee. Si vede che proprio nel luogo principe della moderna “astrazione determinata” (la merce-denaro, per intenderci) il pittore ha trovato un nido ideale per covare le sue “indeterminate astrazioni”, alfabeto visivo senza tempo, e senza storia, sciorinate su carte indiane, nepalesi, tibetane e giapponesi, scovate per attribuire all'immagine un valore consustanziale alla materia prescelta. Ennio Tamburi vola e fa volare gli sguardi “alla Klee” dentro un codice miniato di rossi, bianchi, gialli, neri, grigi, azzurri, verdi e violetti con fondi oro e argento, introducendovi forme allusive e sfuggenti, moduli di geometrie non finite, immagini di ripetizione seriale che depositano sulla pagina dipinta un erratico riflesso luminoso. In questa favola di linee e colori, espressione di consolidata cultura e di intensa pratica artigianale, Ennio Tamburi si culla e vivifica i pregi della “pura pittura” intesa come sogno e astrazione lirica. La qualità poetica dell'opera è sotto gli occhi di tutti: non ha bisogno di parole improvvisate. E ha fatto bene Maria Vittoria Marini Clarelli, direttrice della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, a esporre un florilegio di grandi e piccole carte dipinte di Ennio Tamburi, “redivivo” alla sua città (fino al 9 di settembre) suggellando la personalità dell'autore con un titolo che meglio non si poteva: “Semplice. Complesso”. Una buona occasione perché il pubblico, intenditore o meno, possa meglio notare come l'arte non marci tanto al passo della moda quanto invece gli capiti di frequentare le parole poco usate di tutti i solitari che da qualche “ritiro svizzero” continuano a cesellare i loro cammei.
Duccio Trombadori