El Derecho De Vivir En Paz
DUE LIBRI A CONFRONTO
KAMI DI FERDINANDO SCIANNA E MONTANA ROJA DI CESAR RODRIGUEZ
“Svegliare la storia
significa prendere coscienza
della nostra singolarità” (Octavio Paz).

Grafica di Josè Clemente Orozco, 1969
Fotografe e fotografi di ogni generazione e di ogni paese hanno attraversato il continente sudamericano nel tentativo di tracciarne le storie, attraverso specifiche narrazioni di luoghi e di comunità. Hanno raccontato tradizioni religiose, visive, poetiche e letterarie, lotte ambientali e scontri politici che hanno visto in tempi passati e presenti grandi movimenti popolari ribellarsi contro la corruzione della classe politica, i rapimenti e le morti inflitti per mano degli stessi Stati o dei cartelli della droga.

Kami, Ferdinando Scianna, 1988, Magnum Photos

Montana Roja, Cesar Rodriguez, 2022.
Moti rivoluzionari hanno inciso nel cuore di tutto il mondo il sogno di popoli e paesi capaci di rispondere all'umiliazione del potere con la ribellione e la lotta, emanazioni dirette di una dignità fortissima. Tra le file di queste piccole e grandi rivoluzioni ci sono lavoratori della terra, intellettuali e artisti, madri e famiglie, operai e minatori, ragazze e ragazzi delle città, comunità e tribù isolate, nativi. Ed è questo piano - quello umano - intrecciato irrimediabilmente con le prepotenze politiche e gli abusi di potere che è stato incessantemente raccontato e viene narrato ancora e ancora, violento, dolce, mistico, disperato, affaticato, resistente.

Montana Roja, Cesar Rodriguez, 2022

La conquista del Messico. La conquista del Perù. Torino, Einaudi (I Millenni), 1970
Abbiamo scelto due libri fotografici: Kami di Ferdinando Scianna, pubblicato nel 1988 da L'Immagine Editrice, che ci mostra una comunità di minatori in Bolivia, e Montana Roja di Cesar Rodriguez, KWY Ediciones 2022, che racconta di un villaggio a sud del Messico dove si coltiva il papavero da oppio. Le due serie di fotografie hanno molti punti di contatto, riscontrabili soprattutto nello stile formale dei due autori e nella volontà di una documentazione che contestualizza, che non cede mai alla semplificazione e che mostra la storia come un insieme di storie.
La presa di posizione critica e poetica, l'interrogarsi e insieme l'atto di scegliere, anche se mai in maniera troppo predeterminata su quello che la realtà offre al momento dello scatto, restituiscono una fotografia fatta di contingenza e di partecipazione più che di attesa.
“Prima viene il tuo rapporto con la vita, poi la fotografia: ciò che ti parla, ti preme, ti indigna o ti fa reagire, ciò che tu come artista vuoi raccontare. E usi la fotografia per dirlo" (Ferdinando Scianna).

Similitudini emergono nonostante l'evidente differenza di stile e di tempo dei due libri. KAMI è un volume classico, rilegato, con fogli spessi e fotografie poste al centro e affiancate al testo in alcune delle sue parti. Si sfoglia come un album ed è organizzato in un unico modulo narrativo, dove ogni immagine vive di una sua autonomia ma nell'insieme determina una forma di letteratura, di scrittura composta da una foto dopo l'altra.
Montana Roja ha una struttura e un'idea alla base radicalmente diverse e più contemporanee. Rinuncia alla linearità dello sviluppo e della narrazione e favorisce la contorsione della narrazione su se stessa, come un documento difficile da decifrare senza specifiche indicazioni. Il libro infatti si presenta con un orientamento verticale in copertina ma orizzontale all'interno. La copertina in brossura è ripiegata in due parti che determinano due diversi spazi di sfoglio, uno per la parte testuale composta da uno scritto del fotografo e da una serie di poesie di Hubert Matiúwàa, e l'altro per le fotografie, poste a vivo sulla pagina, divise a loro volta in due fascicoli che si intrecciano tra loro e si sfogliano in direzioni opposte.




"L'accampamento dove vivono questi minatori ha nome Kami, come la montagna nella cordigliera delle Ande boliviane sui cui fianchi friabili, a oltre 3800 metri di altitudine, è precariamente aggrappato [...] L'esistenza dei minatori, qui a Kami, come nelle altre miniere, ieri, quando ancora erano una grande realtà economica, come oggi che stanno chiudendo quasi tutte, è un vivere morendo. Quando non li uccide la fame, la fatica, la disgrazia, la silicosi, la tubercolosi, sono i fucili dei soldati al primo cenno di ribellione inviati per massacrarli".
“Ho sempre pensato che faccio fotografie perché il mondo è là…questi luoghi non mi sembra di averli cercati, li ho incontrati vivendo, poi ho scelto tra le fotografie realizzate alcune in cui riconoscermi” (Ferdinando Scianna).


Cesar Rodriguez: “L'obiettivo di questo progetto è documentare i rapidi cambiamenti delle comunità nella Montaña de Guerrero, nella Montaña Roja, e comprendere il loro spostamento, isolamento e povertà, così come la cultura, le tradizioni, l'economia e le dinamiche di potere.” E mentre ci sono immagini dei papaveri e dei lavoratori nei campi e delle colture messe a essiccare, Rodríguez distoglie in gran parte la sua macchina fotografica da queste attività e dirige la nostra attenzione su ciò che sta accadendo fuori dal palco di questa contraddittoria coltivazione. Ciò che ci mostra è una comunità che lotta per mantenere la presa su se stessa, dove la determinazione e la perseveranza vivono insieme a compassione e speranza.

“Nelle fotografie metti il tuo dolore, la tua pietà. Non cercare di fuggire. Usa la tua fragilità, il corpo nel suo bisogno primordiale, nel suo istinto primo di vita più forte dell'angoscia o della paura del momento” (Ferdinando Scianna).
Sfogliando questi volumi siamo dentro solo a due degli infiniti paragrafi di una storia che ne accoglie molte, fatte di vita e morte, di adattamento e resistenza.
Sono immagini trovate e ritrovate, scoperte, attraverso gli eventi del quotidiano e che risvegliano nel fotografo, come in noi spettatori, una qualche memoria, antica, forse inconoscibile fino in fondo. Sono immagini che escono dal libro per invadere il mondo e spezzare l'isolamento di queste esistenze.

I Semi
I nostri semi portano con sé la speranza
di poter comprare dei sandali nuovi, una
pillola per il nonno e di aiutare nostro zio
che andrà al Nord. Nelle nostre lingue,
si vestono di cielo per far germogliare
stelle in piccoli fazzoletti di terra che abbelliscono
la campagna. I nostri semi
infestano i nostri corpi e trascorrono la notte
nelle bare, coprono la nostra
fame, ricamano i nostri nomi
sui giornali, sul filo dei machete
e sui proiettili che cercano
il tuo nome.
(traduzione della poesia "Las Semillas" di Hubert Matiúwàa)

Kami, Ferdinando Scianna, 1988, Magnum Photos

Montana Roja, Cesar Rodriguez, 2022

30 Estampas Populares, Città del Messico, Instituto Nal. de Bellas Artes 1947
I DUE VOLUMI:
KAMI, Ferdinando Scianna, L'Immagine Editrice, 1988
Montana Roja, Cesar Rodriguez, KWY Ediciones, 2022
L'articolo è stato scritto attingendo da diverse fonti cartacee e online da Martha Micali
Link utili:
Video sfoglio di Kami a cura della Libreria Marini, 2024
Intervista, video e trascritta, a Ferdinando Scianna, 2014
Recensione di Montana Roja, Collector daily, 2023
Cesarrodriguezb.com
Octavio Paz nel catalogo della Libreria Marini
Grafica di Josè Clemente Orozco, Comune di Reggio Emilia, 1969
La conquista del Messico. La conquista del Perù, Einaudi (I Millenni), 1970
30 Estampas Populares, Città del Messico, Instituto Nal. de Bellas Artes, 1947

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