Immagini per il cielo - Aquiloni d'arte

“Da bambini si giocava sulle spiagge
con degli aquiloni a gara sotto il sole”
(Franco Battiato, Arabian Song)

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Questa volta parliamo di Immagini per il cielo - Aquiloni d'arte, il catalogo realizzato dal Goethe Istitut di Torino nel 1991 per raccontare l'esperienza della mostra internazionale omonima. Giocosa e appassionata iniziativa che coinvolse 100 artisti da 20 paesi, invitati a concepire un'opera che maestri giapponesi, depositari di un'antichissima arte, trasformarono in aquiloni. Ideatore e curatore della mostra fu Paul Eubel, in collaborazione con Ikuko Matsumoto.

Il volume raccoglie le tavole a colori, corredate da  ampie didascalie in italiano e giapponese, dei 100 aquiloni e le suggestive fotografie dell'inaugurazione della prima tappa della mostra, avvenuta nel 1989 nel cielo di Himeji in Giappone.
Al link seguente potete accedere subito alla scheda del libro, continuando sulla pagina potete continuare a leggere l'articolo, buona, leggera, lettura!

Il libro: Immagini per il cielo - Aquiloni d'arte, Goethe Istitut Turin, 1991





“Un sogno: fare una pittura di cielo. O piuttosto dipingere per il cielo. Una pittura che, appena terminata, mi sfuggirà dalle mani, sfuggirà da tutte le mani, si libererà della pesantezza e salirà nell'aria piu in alto dei fumi piu alti…”
Così il pittore francese Gérard Titus-Carmel descrive i suoi pensieri mentre, nella primavera del 1987, sta lavorando ad un'opera inconsueta: un aquilone. Come lui, 100 artisti contemporanei di 20 paesi diversi hanno preso parte ad un avvenimento artistico che, in modo unico e straordinario, unisce arte e gioco, tradizione e moderno, oriente e occidente, il cielo e la terra. Per i “quadri celesti” fu usata una preziosa carta giapponese fatta a mano. Particolarmente resistente grazie alle lunghe fibre della rafia di gelso, e straordinariamente assorbente, supporto ideale per i colori, che si accendono di luce come su vetrate. 


L'aquilone, invenzione cinese arrivata in Giappone nel VII secolo, è stato iscritto tra le forme dell'arte contemporanea fin dalla metà degli anni Cinquanta ad opera del rivoluzionario gruppo d'avanguardia Gutai, attivo ad Osaka. In questa città furono tenute le prime manifestazioni di arte nel cielo con aquiloni dipinti ed altre forme di pittura sospese nell'aria, che destarono la stupefatta ammirazione del critico Michel Tapiès. L'iniziativa viene ripresa alla fine degli anni Ottanta dall'allora direttore del Goethe Institut di Osaka (e poi di Torino) Paul Eubel, insieme a Ikuko Matsumoto. Tra i più noti protagonisti dell'avanguardia internazionale sono stati invitati ad ideare opere da tradurre in immagini per il cielo. Alla proposta hanno aderito, oltre ai noti maestri giapponesi come Sadamasa Motonaga, Kazuo Shiraga, Shu Takahashi, Atsuko Tanaka e Toshimitsu Imai, molti altri importanti artisti dell'occidente tra cui Robert Rauschenberg, Emilio Vedova, Antoni Tapiès, Victor Vasarely, Emil Schumacher, Ben Vautier, esponenti delle tendenze artistiche contemporanee: Informale, Pop Art, Arte Concettuale e Neofigurazione.


Questa iniziativa ha costituito l'occasione per un confronto fra due culture: l'antica tecnica artigianale e l'arte contemporanea. Agli artisti invitati sono stati proposti sette formati di tradizionali aquiloni, lasciando però anche la possibilità di crearne di nuovi. E questo il caso di Tom Wesselman, Niki de Saint Phalle, Toyoshige Watanabe e Jose de Guimaraes

I singolari e prestigiosi dipinti con le ali hanno volato tutti insieme una sola volta nel 1989 nel cielo di Himeji durante l'inaugurazione della mostra. Con le riprese effettuate da Markus Zollner è stato realizzato un video, “Vernissage in cielo”, che ha accompagnato tutte le tappe della mostra.






Immagini per il cielo - Aquiloni d'arte” inaugurerà a Roma, dopo Monaco, Parigi, Dusseldorf, Mosca, Amburgo, Lisbona, Bruxelles, Berlino, Copenhagen e Torino, alla Galleria Nazionale D'Arte Moderna, il 5 Marzo 1992.
Durante l'inaugurazione, nei saloni centrali, vengono performati l'opera-concerto di Jannis Xenakis appositamente composta per la mostra, ispirata agli unari, gli archetti fissati su molti aquiloni esposti, che vibrano nell'aria sul principio delle arpe eoliche, e i canti del poeta giapponese Makoto Oaka musicati da Toshi Ichinayagi per soprano e flauto. 

Aprirà al pubblico dal 6 Marzo al 17 Maggio ‘92, con le strabilianti opere aquilone e un'attività didattica articolata in corsi di aquiloni rivolti a bambini, ragazzi e adulti, per offrire la possibilità di sperimentare concretamente la manifattura e la tecnica del volo degli aquiloni e fornire strumenti di lettura delle opere esposte, come parte del programma venne organizzata anche una festa degli aquiloni nel Parco di Villa Borghese. 

La mostra concluderà il suo itinerario nel Metropolitan Museum di New York e l'intera collezione andrà all'asta, devolvendo il ricavato a popolazioni colpite da calamità naturali.


Si tratta di una felice esposizione, l'avventura arte diventa un gioco.
E raramente l'arte, quando travalica i confini e si apre ad altre sfere,
è stata tanto universalmente comprensibile.
(Suddeutsche Zeitung)



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'articolo è stato composto attingendo al catalogo, all'invito e alla brochure originali della mostra di Roma allegati al presente volume, e dalla lettera di invito conservata al suo interno, insieme ad alcune fonti online dedicate agli aquiloni che riportano l'esperienza della grande mostra come un evento davvero indimenticabile per tutti gli appassionati.


Grazie per aver letto fin qui!
Martha Micali

(L'aquilone e l'arcobaleno, LA PIMPA, Rai)