Rif: 222005

SHIMAZAKI, Asako (Tokyo, 1956)Ayu no Kaze

Oakland,  TBW Books,  2019 - Prima ed. di 750 es. (I edition of 750 copies)

Un testo e 30 fotografie in bianco e nero a piena pagina di Asako Shimazaki. Postfazione di Sandra Phillips (Curator Emeritus of Photography, SF MOMA). Edizione in inglese e giapponese

8vo (cm 22,5x16),  pp. 80 Ottimo (Fine)

Presente nel più antico libro di poesia giapponese, Ayu no Kaze è una frase da marinaio che significa "il vento della promessa". Come l'antica parola "ayu" si traduce con "il mare porta varie cose sulla terraferma", così anche la frase si è diffusa in tutte le isole del Giappone, intrecciandosi nella vita della gente comune, in canzoni popolari cantate da pescatori, mercanti, viaggiatori e immigrati. Dopo essersi trasferita negli Stati Uniti, Shimazaki è tornata più volte in Giappone per visitare la sua terra natale. Lavora da sola al mattina presto, vagando dal nord, attraverso il centro e poi verso la costa: quasi nessuno compare nelle sue fotografie della campagna estiva e invernale. Sola, attraverso il sole mite e le forti bufere di neve, le sue immagini sono l'esplorazione di una terra dimenticata. Diario del desiderio e della serenità, lo sguardo di Shimazaki allude poeticamente ai passaggi della vita che sono al tempo stesso intimi e universali. Come lei stessa afferma "indipendentemente dai cambiamenti nella nostra vita e nella nostra cultura, Ayu no Kaze ritorna ogni anno. Mi parla di eternità".

Found in Japan's oldest book of poetry, Ayu no Kaze is a sailor's phrase meaning “the wind of promise.” Much like the ancient word “ayu” translates to “the sea brings various things to the land” so too has the phrase spread throughout the islands of Japan, weaving through common people's lives, in folk songs sung by fishermen, merchants, travelers and immigrants alike. After moving to the US, Shimazaki returned to Japan time and again to visit her native land. Choosing to work by herself in the early morning, roaming from northern, through central, to coastal Japan, scarcely any people inhabit her photographs of the summer and winter countryside. Alone through mild sun and fierce blizzards, her images are an exploration of a land left behind. A diary of yearning and serenity, Shimazaki's gaze poetically alludes to life transitions that are at once privately intimate and deeply universal. The photographs land softly, quietly belying the magnitude of the elements, both inner and outer, that charge through the landscapes and her lens -  as she puts it “no matter the changes in our lives and culture, Ayu no Kaze returns every year. It speaks to me of eternity."

40

News

Notizie dal mondo dell'arte, della fotografia, della letteratura, dell'architettura e del design, dei libri illustrati, d'artista, di pregio, rari e di svago...

Archivio Articoli