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SANDBERG, Leif (1943)Beyond the Mirror

Atene,  Void,  2018 - Prima edizione di 250 copie (First Edition of 250 copies)

Testo e fotografie in bianco e nero di Leif Sandberg. Uno scritto di Lotta Lotass

Impressione a secco in copertina. Design di Joao Linneu

16mo,  pp. 96+24 Rilegato (hardback) Nuovo (New)

At a time, Leif was scanning old negatives from his archive, as well as his father's slides from his family holidays that were dated back up to 50 years. Among the scans Leif found images alluding to deserted and foreign landscapes, which gave him access into other worlds, other than the one we live in. He also realized that some images from his Santiago de Compostela walks had similar connotations. The project guided itself into worlds beyond what we see, beyond the mirror. In Sandberg's own words: “Fiction can take us into other people's lives and widen our experience. What we call reality can be quite different for each of us, but basically I believe it is what our senses register and what the brain transform it to. Fiction is something made up by your own or other people's fantasy and I am fascinated by the mixture of these two things as it enriches your life.” Compared to Leif's first book, ‘Beyond the Mirror' has a more experimental approach to photography. Trying to make something related to other worlds, the photographer felt that it was natural to use a special language. - “I believe we only experience a fraction what is going on around us and that there are many ”worlds” we cannot see or experience. ‘Beyond the Mirror' is a fantasy around these things.”.

Un volta Leif stava scansionando vecchi negativi dal suo archivio, insieme alle diapositive di suo padre delle vacanze in famiglia risalenti a 50 anni prima. Tra le scansioni Leif trovò immagini che alludevano a paesaggi deserti e stranieri, che gli hanno permesso di accedere ad altri mondi, diversi da quelli conosciuti. Si è anche reso conto che alcune immagini delle sue passeggiate a Santiago de Compostela avevano connotazioni simili. Il progetto si è indirizzato verso mondi dislocati oltre ciò che vediamo, oltre lo specchio. Con le stesse parole di Sandberg: "La finzione può portarci nella vita di altre persone e ampliare la nostra esperienza. Ciò che chiamiamo realtà può essere abbastanza diverso per ognuno di noi, ma fondamentalmente credo che sia ciò che i nostri sensi registrano e in cui il cervello lo trasforma. La finzione è qualcosa inventata dalla fantasia della tua o di altre persone e sono affascinato dalla mescolanza di queste due cose in quanto arricchisce la vita." Rispetto al primo libro di Leif, "Beyond the Mirror" ha un approccio più sperimentale alla fotografia. Cercando di creare qualcosa in relazione con altri mondi, il fotografo ha ritenuto naturale usare un linguaggio speciale. - "Credo che sperimentiamo solo una piccola parte di ciò che accade intorno a noi e che ci siano molti "mondi" che non possiamo vedere o sperimentare. "Beyond the Mirror" è una fantasia attorno a queste cose".

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