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BISSIRIOU, Rachidi (Kétou, 1950)Gloire immortelle

Londra,  Stanley/Barker 2022 - Prima edizione (First Edition)

Fotografie in bianco e nero di Rachidi Bissiriou. Testo di Kin Woo

Prodotto in collaborazione con David Hill Gallery e Carr

Cm 20x21,  pp. 80 Brossura (wrappers)  Perfetto (Mint)

Nel 1968, il fotografo africano Rachidi Bissiriou ha aperto il suo studio fotografico, Studio Plaisir, nella sua città natale, Kétou in Benin, che ha gestito fino alla sua chiusura nel 2004. Il tempismo è stato notevole: Bissiriou aveva solo 18 anni e il Benin aveva dichiarato la sua indipendenza dal dominio francese solo otto anni prima, nel 1960. Armato di una macchina fotografica Yashica a doppia lente, Bissiriou documentò questi tempi inebrianti, trascorrendo i tre decenni successivi a scattare fotografie in bianco e nero della gente del posto in un formato standard di 6x6 cm. 

Mentre i ritratti tradizionali di quei tempi spesso mostravano i soggetti senza sorriso e con una rigida formalità, le immagini di Bissiriou sono notevoli per la loro semplicità e una freschezza che sembra assolutamente contemporanea. Ripresi su sfondi semplici o nella città in cui vivevano, i soggetti di Bissiriou posavano indossando i propri abiti, che potevano andare da quelli tradizionali dell'Africa occidentale, come i grand boubou, le fasce per la testa e le agbadas di Ankara, a stili più moderni che strizzavano l'occhio all'esplosione della cultura giovanile dell'epoca. L'immagine di due uomini che indossano camicie sbottonate fino allo sterno, abbinate a pantaloni svasati, o di un gruppo di tre donne con occhiali da sole che posano orgogliose con le loro borsette, dimostrano chiaramente la verve post-indipendenza. L'abilità di Bissiriou consisteva nel creare un legame con i suoi soggetti, nel metterli a proprio agio e nel lasciar trasparire il loro innato senso di auto-rappresentazione.

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