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SOTH, Alec (Minneapolis 1969)I know how furiously your heart is beating

London,  Mack,  2019 - Prima edizione (First Edition)

Volume realizzato in occasione della mostra itinerante tenutasi presso: 1. Weinstein Hammons Gallery, Minneapolis, 15 marzo - 4 maggio 2019 2. Sean Kelly Gallery, New York, 21 marzo - 27 aprile, 2019 3. Fraenkel Gallery, San Francisco, 23 marzo - 11 maggio, 2019 4. Loock Galerie, Berlino, 16 marzo - 18 aprile, 2019. Intervista ad Alec Soth di Hanya Yanagihara. Fotografie a colori

Firma autografa dell'Artista al frontespizio (Signature of the Artist on the title-page)

4to (cm 33,5x30),  pp. 84 Ottimo (Fine)

Taking its name from a line in the Wallace Stevens' poem “The Gray Room,” Alec Soth's latest book is a lyrical exploration of the limitations of photographic representation. While these large-format color photographs are made all over the world, they aren't about any particular place or population. By a process of intimate and often extended engagement, Soth's portraits and images of his subject's surroundings involve an enquiry into the extent to which a photographic likeness can depict more than the outer surface of an individual, and perhaps even plumb the depths of something unknowable about both the sitter and the photographer. “After the publication of my last book about social life in America, Songbook, and a retrospective of my four, large scale American projects, Gathered Leaves, I went through a long period of rethinking my creative process. For over a year I stopped traveling and photographing people. I barely took any pictures at all. When I returned to photography, I wanted to strip the medium down to its primary elements. Rather than trying to make some sort of epic narrative about America, I wanted to simply spend time looking at other people and, hopefully, briefly glimpse their interior life.In order to try and access these lives, I made all of the photographs in interior spaces. While these rooms often exist in far-flung places, it's only to emphasize that these pictures aren't about any place in particular. Whether a picture is made in Odessa or Minneapolis, my goal was the same: to simply spend time in the presence of another beating heart.”

 

Prendendo il nome da un verso del poema di Wallace Stevens "The Grey Room", l'ultimo libro di Alec Soth è un'esplorazione lirica dei limiti della rappresentazione fotografica. Queste fotografie a colori di grande formato sono realizzate in tutto il mondo e non riguardano un particolare luogo o popolazione. Attraverso un processo di ricerca intimo e spesso molto lungo, i ritratti di Soth danno vita ad un'indagine per la quale una somiglianza fotografica a volte può rappresentare meglio di ogni altro mezzo un individuo, e forse anche scandagliare le profondità di qualcosa di inconoscibile sia per il modello che per il fotografo."Dopo la pubblicazione del mio ultimo libro sulla vita sociale in America, Songbook, e una retrospettiva dei miei quattro grandi progetti americani, Gathered Leaves, ho passato un lungo periodo di ripensamento sul mio processo creativo. Per oltre un anno ho smesso di viaggiare e fotografare persone. Ho fatto appena qualche foto. Quando sono tornato alla fotografia, volevo spogliare il mezzo per raggiungere i suoi elementi primari. Piuttosto che cercare di fare una sorta di narrativa epica sull'America, volevo passare semplicemente il tempo a guardare le altre persone e, si spera, a dare una breve occhiata alla loro vita interiore. Per provare ad accedere a queste vite, ho fatto tutte le fotografie in interni. Forse queste stanze esistono in luoghi remoti, ma in questo lavoro non riguardano nessun luogo in particolare. Se un'immagine è stata fatta a Odessa o a Minneapolis, il mio obiettivo era lo stesso: passare semplicemente il tempo in presenza di un altro cuore pulsante".

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