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BENITAH, Carolle (Casablanca, 1965)Jamais je ne t'oublierai

Bologna,  L'Artiere,  2019 - Prima edizione (First Edition)

Photography by Carolle Bénitah. Curated by Laura Serani. Edition in English and French / Fotografie di Carolle Bénitah. A cura di Laura Serani. Edizione in inglese e francese

Design: Teresa Piardi. Duotone printing + golden hot foil stamping. Japanese binding with a spiral / Stampa duotone + stampa con lamina dorata. Rilegatura giapponese a spirale

8vo (cm 22,5x20,7),  pp. 56 Rilegato ad anelli (ring-bound wrappers) Nuovo (New)

“While working on my personal archives, I realized that there were very few images of my parents before their marriage: an iconographic desert explained by the fact that they were born in the 1930s in Morocco not yet having running water or electricity. The few photographs kept by my grandmother were double-locked away so as not to touch upon the tragedy caused by the accidental loss of one of her sons. A blanket of silence had stroke with a ban on this previous life. I found myself orphaned by images from the past.
I collect anonymous photographs that I buy in flea markets. I am magnetized by the happiness displayed at attention in these photos, by these people I don't know but who existed, loved, and disappeared. They are ghosts who follow me quietly, and I take them over to build an imaginary family album in order to repair oblivion.
I am rebuilding the memory of my family that I missed, I am inventing another one made to measure where I resurrect all the ancestors who have disappeared, the territories that I did not know and that have been praised to me.
These scraps, given away for a few euros on the curb because the heirs no longer want them, change status by a simple gesture: the application of gold leaf on the photograph. By masking part of the image and, more specifically the faces of these ghosts, I multiply the possible projections tenfold."

“Mentre lavoravo ai miei archivi personali, mi sono resa conto che c'erano pochissime immagini dei miei genitori prima del loro matrimonio: un deserto iconografico spiegato dal fatto che erano nati negli anni '30 in Marocco dove mancavano sia l'acqua corrente che l'elettricità. Le poche fotografie conservate da mia nonna erano state messe sotto chiave per non rivivere la tragedia causata dalla perdita accidentale di uno dei suoi figli. Una coltre di silenzio copriva la mia vita precedente. Mi ero ritrovata orfana di immagini del passato.
Colleziono fotografie anonime che compro nei mercatini delle pulci. Sono magnetizzata dalla felicità mostrata in queste foto, da queste persone che non conosco ma che sono esistite, amarono e scomparvero. Sono fantasmi che mi seguono in silenzio: li prendo in carico per costruire un immaginario album di famiglia per riparare all'oblio.
Sto ricostruendo il ricordo della mia famiglia che mi mancava, ne sto inventando un altro fatto su misura dove faccio risorgere tutti gli antenati che sono scomparsi, i territori che non conoscevo e che mi sono stati decantati.
Queste immagini scartate, regalate per pochi euro sulle bancarelle, cambiano status con un semplice gesto: l'applicazione di foglia d'oro sulla fotografia. Mascherando parte dell'immagine e, più precisamente le facce di questi fantasmi, moltiplico le possibili proiezioni di dieci volte."

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