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BARBON, Marco (Roma, 1972)The interzone. Tangeri, 2013-2017

Roma,  Postcart,  2017 - Prima edizione (First Edition)

Un testo e fotografie a colori di Marco Barbon. Uno scritto in italiano e inglese di Jean-Christophe Bailly

Firma autografa dell'Artista (Signed by the Artist)

8vo,  pp. 104 Rilegato tela (cloth) Ottimo (Fine)

“[…] Tangeri, la città-frontiera per eccellenza. Innanzitutto dal punto di vista geografico: crocevia e frontiera tra il Nord e il Sud, l'Est e l'Ovest, l'Europa e l'Africa, il Mar Mediterraneo e l'Oceano Atlantico… Ma soprattutto metaforicamente, simbolicamente: frontiera tra la realtà e la finzione. Tangeri città-mito, città-teatro, città-cinema. Ma anche: città-imbroglio, città-contraffazione… 
È questo “scenario tra realtà e finzione”, questo “decoro cinematografico” che ho tentato di portare all'immagine in questo lavoro, che mi ha assorbito per cinque anni. Come nei miei precedenti lavori su Asmara e Casablanca, il mio approccio fotografico al paesaggio urbano prende le distanze dalla semplice documentazione per disegnare un ritratto immaginario, quasi onirico, della città. La città che ho fotografato – che ho voluto evocare attraverso le mie immagini – non esiste. O, per meglio dire, esiste all'incrocio tra la città reale, che ho realmente percorso, e l'immagine di Tangeri che porto in me, fatta di miti, di racconti letterari e cinematografici. In Interzone William Burroughs, riferendosi alla città sullo Stretto, scrive: “La città si sviluppa in diverse dimensioni (…) (Qui) non c'è alcuna linea di separazione tra il mondo reale e il mondo del mito e del simbolo”. Il mio lavoro si interessa proprio a quegli spazi-tempo intermediari, a quelle situazioni visive in cui la realtà sembra essere sul punto di scivolare nella finzione” (dal testo di Marco Barbon).

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