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LIPPER, Susan (New York, 1953)Domesticated Land

Londra,  Mack,  2018 - Prima edizione (First Edition)

Fotografie in bianco e nero di Susan Lipper

8vo (cm 27x24),  pp. 96 Perfetto (Mint)

"In Domesticated Land Susan Lipper navigates an apocalyptic world poised between inertia and the end of mankind, somewhere in the California desert. Uncannily tranquil, the landscape offers a trans-historical litany of monuments, icons and signs from which the author and protagonist constructs a narrative interspersed with the words of historic and contemporary women. Putting female subjectivity into relief, Lipper obfuscates the romantic notion of the desert as a land of freedom and self-enlightenment. A lone snake, a dilapidated home, the remains of a cinematic stage set, the head of a fallen woman, a military base, barbed wire: such facts create fiction, and one that serves as an unnerving political admonition concerning the current state of America".

"In Domesticated Land Susan Lipper naviga in un mondo apocalittico sospeso tra inerzia e fine dell'umanità, da qualche parte nel deserto della California. Inconsciamente tranquillo, il paesaggio offre una litania trans-storica di monumenti, icone e segni dai quali l'autrice e protagonista costruisce una narrazione intervallata da parole di donne, provenienti dal passato o contemporanee. Mettendo in risalto la soggettività femminile, Lipper offusca la nozione romantica del deserto come terra di libertà e ispirazione. Un serpente solitario, una casa in rovina, i resti di un palcoscenico cinematografico, la testa di una donna vista di schiena, una base militare, filo spinato: tali fatti da un lato creano finzioni, dall'altro servono anche come snervante ammonizione politica riguardo allo stato attuale dell'America".

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