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DIVOLA, John (Los Angeles, 1949)Vandalism

Londra,  Mack,  2018 - Prima edizione (First Edition)

67 fotografie in bianco e nero di John Divola

8vo (cm 23,5 x 23,5),  pp. 120 Rilegato (hardback) Perfetto (Mint)

"Between 1974 and 1975, the American photographer John Divola – then in his mid twenties and without a studio of his own travelled across Los Angeles in search of dilapidated properties in which to make photographs. Armed with a camera, spray paint, string and cardboard, the artist would produce one of his most significant photographic projects entitled Vandalism. In this visceral, black and white series of images Divola vandalised vacant homes with abstract constellations of graffiti-like marks, ritualistic configurations of string hooked to pins, and torn arrangements of card, before cataloguing the results. The project vigorously merged the documentary approach of forensic photography with staged interventions echoing performance, sculpture and installation art. Serving as a conceptual sabotaging of the delineations between such documentary and artistic practices, at a time when the truthfulness' of photography was being called into question, Vandalism helped to establish Divola's highly distinctive photographic language"

"Tra il 1974 e il 1975, il fotografo americano John Divola - allora nel pieno dei suoi vent'anni e senza uno studio tutto suo - viaggiò attraverso Los Angeles alla ricerca di proprietà fatiscenti in cui fare fotografie. Armato di macchina fotografica, vernice spray, corda e cartone, l'artista produsse uno dei suoi progetti fotografici più significativi dal titolo Vandalism. In questa viscerale serie di immagini in bianco e nero, Divola ha vandalizzato case abbandonate con costellazioni astratte di segni simili a graffiti, configurazioni ritualistiche di corde agganciate a spilli e cartacce strappate, prima di catalogare i risultati. Il progetto ha unito l'approccio documentaristico alla fotografia forense con interventi che riecheggiano performance, scultura e installazioni artistiche. Sabotando concettualmente le delimitazioni tra pratiche documentarie e pratiche artistiche, in un momento in cui la "veridicità" della fotografia veniva messa in discussione, Vandalism contribuiva a stabilire il linguaggio fotografico altamente distintivo di Divola".

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