Rif: 225823

BANGERT, Christoph (Germania, 1978)War Porn

Heidelberg - Berlin,  Kehrer 2014 - Prima edizione (First Edition)

Volume pubblicato in occasione della mostra itinerante: 1. Düsseldorf, 2018 - 2. Eschborn, 2018 - 3. Köln, 2018. Testo e fotografie a colori di Christoph Bangert

Firma autografa dell'Artista (Signed by the Artist)

16mo (cm 16x12),  pp. 192 Rilegato (hardback)  Ottimo (Fine)

Do I exploit my subjects? Is it morally justifiable to work as a photographer in war zones and disaster areas? Why are we all so attracted to images of other people's misery? Am I producing "War Porn"? As a photographer covering conflicts and natural disasters for international publications, Christoph Bangert (b. 1978) is regularly confronted with a dilemma: On the one hand he tries to document events as truthful to his own experience as possible but on the other hand he needs to accommodate several layers of self-censorship. The first layer of selfcensorship is located inside of his own brain. Bangert has no recollection at all of taking some of the pictures seen in the book. The second layer of self-censorship is executed by the publications he works for, the third layer is the viewer's. Using his images taken during the past ten years in Afghanistan, Iraq, Indonesia, Lebanon, and Gaza, Bangert started an experiment: What would happen if we suppressed our need for self-censorship for once? The result is a raw, intense, mysterious, brutal and at times maybe a shocking and controversial book. It is as highly personal as it is honest in its quest for an alternative view of our world. Designed by Teun van der Heijden, Chiho Bangert and Klaus Kehrer, the book is also a collectors item: The small format, open spine binding, rough cover material and typewriter font are reminiscent of a handmade, personal journal. Some of the pages are not cut apart, but have a perforation which can easily be ripped open. This way the reader can decide just how much he wants to see, how much he can take. Spreads between these "hidden" images, naturally, are open to view.

Sfrutto i miei soggetti? È moralmente giustificabile lavorare come fotografo in zone di guerra e disastri? Perché siamo tutti così attratti dalle immagini della miseria altrui? Come fotografo che copre conflitti e disastri naturali per pubblicazioni internazionali, Christoph Bangert (nato nel 1978) si confronta regolarmente con un dilemma: da un lato cerca di documentare gli eventi nel modo più veritiero possibile, ma dall'altro ha bisogno di adattarsi a diversi livelli di autocensura. Il primo strato di autocensura si trova all'interno del suo stesso cervello. Bangert non ricorda affatto di aver scattato alcune delle foto viste nel libro. Il secondo strato di autocensura è eseguito dalle pubblicazioni per cui lavora, il terzo strato è quello dello spettatore. Usando le sue immagini scattate negli ultimi dieci anni in Afghanistan, Iraq, Indonesia, Libano e Gaza, Bangert ha iniziato un esperimento: cosa accadrebbe se per una volta sopprimessimo il nostro bisogno di autocensura? Il risultato è un libro crudo, intenso, misterioso, brutale e a volte scioccante e controverso. È tanto personale quanto onesto nella sua ricerca di una visione alternativa del nostro mondo. Progettato da Teun van der Heijden, Chiho Bangert e Klaus Kehrer, il libro è anche un oggetto da collezione: il piccolo formato, la rilegatura a dorso aperto, il materiale grezzo della copertina e il carattere della macchina da scrivere utilizzato ricordano un diario personale. Alcune delle pagine non sono tagliate, ma sono pre-sagomate in modo da essere facilmente apribili. In questo modo il lettore può decidere quanto vuole vedere e quanto può sopportare. Le immagini "nascoste" sono lasciate intravedere dai bordi inferiore e superiore.

200

News

Notizie dal mondo dell'arte, della fotografia, della letteratura, dell'architettura e del design, dei libri illustrati, d'artista, di pregio, rari e di svago...

Archivio Articoli
 
mounted on a brown strap a dark anthracite grey with white numeral and indexes and orange hand, minutes, is one of the classic series mechanical watches golden age of the most representative, all featuring a tantalum bezel! By the way, Calibre Jaeger-LeCoultre 898/1. 43 hours of power reserve. 202 pieces. 29 rubies. 4Hz or 28.800bph. 3.3Omm height Movement: Seiko NH35 with automatic winding 27.40mm x 5.32mm 21600 vibrations/h 41h power reserve - 24 jewels wandering hours and minutes, Fake tag heuer watches review articles talk about Replica watches tag heuer watches.