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CARRA', Carlo (Quargnento, 1881 - Milano, 1966)Guerrapittura. Futurismo Politico. Dinamismo Plastico. 12 Disegni guerreschi. Parole in libertà
Milano, Edizioni futuriste di ''Poesia'' 1915 - Edizione originale
In antiporta un ritratto fotografico dell'Autore di M. Nunes-Vai. 12 tavole in bianco e nero. Componimenti paroliberi. In chiusura due manifesti futuristi: il "Programma politico futurista" stampato in verticale su doppia pagina e la "Sintesi futurista della guerra", stampata su tavola ripiegata. Catalogo delle edizioni futuriste di Poesia
Stampa dello Stab. tip. Taveggia. Brossura stampata ai piatti con bellissima composizione tipografica dell'Autore
Cm 26x19, pp. [2] - 104 + 12 tavole in carta patinata Brossura (wrappers) Copertine leggermente fiorite e brunite con alcune macchie. Angoli superiori delle prime pagine con una piega (Light yellowing and sunning of cover, some stain) Molto buono (Very Good)[Rif. Salaris Claudia, Bibliografia del futurismo. Roma, Biblioteca del vascello, 1988]
Nel 1909 con Boccioni, Russolo e Marinetti a Milano redige il manifesto dei futuristi; nel 1916 con De Chirico, inizia la pittura metafisica; nel 1919 è, con Mario Broglio, alla testa del gruppo "Valori Plastici"; nel 1926 prende parte al gruppo "Novecento". Fu così tra i protagonisti dell'arte italiana nel primo e nel secondo venticinquennio del secolo, mantenendo in ogni fase un'aspirazione all'equilibrio classico che lascia comprendere la direzione da lui presa dopo il 1919 e che ha sostenuto permanentemente la sua feconda attività. Malgrado le giustificazioni nazionalistiche date alla sua pittura, la critica vi ha scoperto rapporti con la pittura francese anche nel periodo del "Novecento" volto a ritrovare, dopo il pittoricismo impressionista e lo spregiudicato avanguardismo futurista, un esplicito contatto con la tradizione e una concreta coscienza del valore della forma. C., pur avendo affrontato temi monumentali, ha soprattutto prediletto paesaggi di austera semplicità, in cui talvolta la ricerca di volumi, che muove da Cézanne, s'incontra con inaspettati riecheggiamenti della pittura italiana del Trecento. Tale problematica si riflette anche nell'opera di C. come scrittore e critico d'arte (Guerrapittura, 1915; Pittura metafisica, 1919; Giotto, 1924; Il rinnovamento delle arti in Italia, 1945. Molti testi editi e inediti, sono stati raccolti in Tutti gli scritti, 1978) (da treccani.it).
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