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MARINETTI, Filippo Tommaso (Alessandria d'Egitto, 1876 - Bellagio, 1944)Il poema africano della divisione "28 Ottobre"

Milano,  Mondadori 1937 - Seconda edizione del maggio 1937, stesso anno della prima uscita a febbraio (Second edition of May 1937, the same year as the first release in February)

Brossura editoriale con titolo in rosso e nero

Cm 19,5x13,  pp. 320 Brossura (wrappers) Copertina anteriore e dorso parzialmente restaurati. 2 piccoli timbri di appartenenza al frontespizio e all'occhiello (Virgilio Tosi). Ottimo internamente (Front cover and spine partially restored. 2 small stamps indicating ownership on the title page an Molto buono (Very Good)

Filippo Tommaso Marinetti compie gran parte dei suoi studi a Parigi e si afferma inizialmente come poeta in lingua francese (La conquête des étoiles, 1902; Destruction, 1904; Le Roi Bombance, 1905; La ville charnelle, 1908). Nel 1905 fonda a Milano la rivista Poesia, di un gusto ancora fra simbolista e liberty, nella quale concede largo spazio a molti poeti d'avanguardia italiani e francesi bandendo, fra l'altro, nel 1905, la celebre Inchiesta internazionale sul verso libero, ove ne pubblicizzava la struttura e la fisionomia aprendo su di esso un ampio dibattito. Nel 1909, con un "manifesto" apparso sul Figaro di Parigi, dà vita al movimento futurista, rilanciandolo 3 anni dopo col Manifesto tecnico della letteratura futurista.
Nel 1910 pubblica, in francese e in italiano, il romanzo Mafarka il futurista, che suscita clamorose polemiche, e nel quale è già in atto la poetica delle "parole in libertà".

Interventista (Guerra sola igiene del mondo, 1915) e volontario nella prima guerra mondiale, fascista fino alla fine, fu collocato dal regime tra i monumenti della cultura nazionale, de facto accettando il compito della apologia e della dimostrazione della inevitabilità del fascismo, compito che assolse nella fase "eroica" con Futurismo e fascismo (1924), in seguito con L'aeropoema del golfo della Spezia (1935); Il poema africano della divisione "28 ottobre" (1937); Canto eroi e macchine della guerra mussoliniana (1942) nella fase ultima di dissoluzione del regime e della  Repubblica di Salò cui pure prese parte.
L'opera di Marinetti, in prosa o in versi, malgrado certi impeti lirici (cfr. Zang Tumb Tumb, 1914; L'alcova d'acciaio, 1921; Novelle colle labbra tinte, 1930; Spagna veloce e toro futurista, 1931; L'Aeropoema del Golfo della Spezia, 1935), è piuttosto turgida oratoria e azione politico-letteraria (di via via scemante efficacia), che non, come pur vorrebbe, arte liberatrice, all'avanguardia d'un rinnovamento totale. Pertanto le sue cose più importanti restano i "manifesti" del primo periodo, alcuni dei quali (come quelli sul teatro di varietà, sul teatro sintetico, ecc.) ricchi di spunti, intuizioni e precorrimenti. Fece parte dell'Accademia d'Italia.
Parte dell'opera edita e inedita di M. è raccolta in Teoria e invenzione futurista (1968) e La grande Milano tradizionale e futurista (1969), a cura di L. de Maria. Nel 1971 sono apparse Poesie a Beny, liriche scritte da Marinetti in francese (1920-38) per la moglie Benedetta (da treccani.it e Dizionario della letteratura italiana contemporanea, Vallecchi).

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