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OPIE, Julian (Londra, 1960)Julian Opie. Drawings 1982 to 1985

Londra,  ICA Institute of Contemporary Arts 1985

Libro d'artista stampato in occasione della mostra presso l'ICA Institute of Contemporary Arts, Londra, 10 aprile - 12 maggio 1985. Riproduzione di un testo autografo e disegni in b/n di Julian Opie

Stampato da Journeyman Press. Design di Tamar Burchill

Cm 17x12,5,  pp. 154 n.n. Brossura (wrappers)  Molto buono (Very Good)

Julian Opie vive e lavora a Londra. Si è laureato alla Goldsmith's School of Art di Londra nel 1982. Uno degli artisti più significativi della sua generazione, il suo linguaggio formale distintivo è il risultato di alterazioni digitali che restituiscono immagini dai contorni neri e aree di colore semplificate. Già a partire dalla metà degli anni Ottanta si afferma nel panorama artistico internazionale soprattutto come scultore. L'ambito è quello della New British sculpture, caratterizzata dal rinnovato rapporto tra scultura e cultura urbana riflesso nell'impiego di materiali industriali e di scarto. A cavallo tra la fine del 20° e l'inizio del 21° sec. Opie mette a punto la sua cifra stilistica originale e immediatamente riconoscibile: attraverso una rigorosa operazione di sottrazione e semplificazione formale realizza paesaggi, ritratti, ma soprattutto figure umane estremamente stilizzate stanti, in movimento o, in alcuni casi, animate; il linguaggio pittorico risulta essenziale, caratterizzato da larghe campiture di colori piatti delimitate da una spessa linea di contorno. Oscillando tra pittura e scultura, tra bidimensionalità e tridimensionalità, partendo sempre dal disegno e dall'immediatezza della linea, Opie si avvale dei media contemporanei spaziando dal dipinto alle immagini digitali, dalla scultura alle animazioni con led, dai video alle stampe lenticolari. Il riferimento alla pop art statunitense come alla segnaletica stradale o alla cartellonistica pubblicitaria è inevitabile, ma non mancano rimandi alla scultura e alla ritrattistica classica. Grazie al suo linguaggio essenziale e diretto, e al tempo stesso espressivo e dinamico, le sue installazioni permanenti hanno trovato spazio in numerose città del mondo: tra le più recenti, Promenade a Calgary (2012), in Canada, e la serie di pannelli per il St. Mary's hospital di Londra (2012) (da treccani.it).

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