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ANTONY DE WITT AntonioSimulacri de la morte

Milano,  All'insegna del pesce d'oro  (Serie incisioni originali),  1963 - Edizione originale di 60 + A-E es. numerati

Dieci silografie originali numerate e firmate a matita (cm 6,6x5,6). Introduzione di Pier Carlo Santini

Incisioni impresse al torchio della Officina Bodoni di Giovanni Mardesteig e il testo dalla Stamperia Valdonega di Verona 24mo,  pp. 16 + incisioni Ottimo (Fine)

Le 10 silografie della cartella furono eseguite da Antony de Witt negli anni 1910-11, e si possono considerare inedite, avendone l'artista tirato solo qualche copia a mano per proprio uso e controllo. Il lavoro, cominciato a Napoli e proseguito a Livorno, fu completato a Lucca in non meno di un anno. Provvedutosi del legno necessario (fu scelto il sorbo anziché il più abituale bosso) egli adoperò il legno di testa seguendo la tecnica che gli inglesi chiamano ''wood-cut'' cioè dell'intaglio, col nero sul bianco e non viceversa: la più idonea, anche se la più difficile, a tradurre un segno minuto, raffinato e prezioso. Per la concezione di questi Simulacri de Witt si è dichiaratamente ispirato alla ''Danza della morte'' di Holbein, facendo anche tesoro del lungo studio e amore per l'incisione nostra quattro e cinquecentesca. La morte - lo scheletro umano - corrisponde da un lato al desiderio di fissare simbolicamente visioni di suggestione ancora romantica non scevre di spunti e di tentazioni tra il grottesco e l'ironico, ma è anche un modo di richiamarsi agli interessi per le scienze naturali alle quali già in precedenza aveva dato gran parte di sé. La morte, maschio e femmina, si incarna nelle figure dello stampatore, del cacciatore, della donna che suona l'organetto sopra la cassa in cui giace l'innamorato, rispecchiando ora un racconto biblico, ora una leggenda classica,ora più semplicemente un episodio di vita popolare o paesana.

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