5. Parigi – Enrico Prampoli – Vittorio Orazi – Jean Cocteau

5.Parigi – Enrico Prampoli – Vittorio Orazi – Jean Cocteau

 

Prampolini conobbe Cocteau nel 1917. L'occasione fu la tournée romana della compagnia dei Ballets Russes di Sergej Djagilev, al Teatro dell'Opera di Roma. Picasso e Cocteau furono invitati a Roma da Djagilev che desiderava  promuovere la collaborazione con i due artisti. Picasso, in quell'anno, voleva iniziare a lavorare sul sipario di Parade, il balletto ideato da Jean Cocteau su musiche di Satie.

 

 

Jean Cocteau, Lettera autografa indirizzata ad Enrico Prampolini, datata28 marzo 1919. Nella lettera Cocteau dice di non aver potuto inviare nulla per la pubblicazione sulla rivista NOI  a causa del suo lavoro e della sua stanchezza. Riferisce di aver appena pubblicato due libri (Maintenant je me porte mieux. J'ai fait paraître deux livres a La Sirene, maison nouvelle que je surveille avec Cendras: Le Cap de Bonne-Espérance  et Le Coq et l'Arlequin), parla del suo primo romanzo Le Potomakche si sta pubblicando presso la Société littéraire de France e delle sue prossime letture insieme a Cendras e Reverdy. Riferisce di Picasso e Satie che abitano a Parigi e parla inoltre di un prossimo numero di Valori Plastici

 

 


Jean Cocteau, Picasso. Librairie Stock, Paris, 1923.
Con dedica a Enrico Prampolini

 

 

 

Jean Cocteau, lettera autografa inviata a Vittorio Orazi, Hotel Welcome, datata Villefranche sur Mer, Janvier 1926

 

 

 

 

Jean Cocteau, Lettera autografa inviata a Enrico Prampolini: Caro Prampolini, La tua lettera non riporta né la data né il luogo dell'appuntamento. Sarò lieto di incontrarti.  Io pranzo sempre in Via del Parlamento 9” Dal tono di questa lettera e dalla mancanza di riferimenti fra i due si può ragionevolmente dedurre che possa essere del 1917 quando Cocteau incontrò per la prima volta Prampolini a Roma

 

Breve lettera dattiloscritta di Jean Cocteau con firma autografa, datata Parigi, 27 aprile 1948, in risposta alla lettera dattiloscritta con firma autografa di Vittorio Orazi.
La lettera di Orazi accompagnava l'invio del volume Saggi di Jean Cocteau, contenente "Le coq et l'Arlequin", "Carte Blanche" e "Picasso", tradotti in italiano, con ampia introduzione, dallo stesso Orazi per l'editore OET, Roma, 1947.
Cocteau risponde all'amico: "Je viens de lire votre texte avec beaucoup d'émotion, car je le lisais surtout entre les lignes. J'y voyais comme une photographie de famille et toutes nos rencontres, et tous les futuristes et toutes les fièvres d'un âge que j'ai toutes les peines du monde à perdre. Le perdrai-je?"

 

Jean Cocteau, due ritratto fotografici con dedica autografa a penna di Jean Cocteau a Vittorio Orazi,  datati a penna e firmato a stampatello "BERENICE '27".