6) Il Teatro Futurista - Sintesi teatrali futuriste - Marinetti – Vasari – Prampolini e Il teatro della pantomina – A. G. Bragaglia

6)  Il Teatro Futurista - Sintesi teatrali futuriste  -  Marinetti – Vasari – Prampolini e Il teatro della pantomina – A. G. Bragaglia

 

 

Noi Rivista d'Arte Futurista Anno i, ii serie, num 6789.(ristampa anastatica, Spes 1981

 

Nel 1924 il numero speciale di NOI è dedicato a Teatro e scena futurista.  Vengono pubblicate quattro Sintesi Teatrali Futuriste (Teatro Astratto e Tattile) di Marinetti. “Dopo il Teatro Sintetico e il Teatro a Sorpresa noi inventiamo il Teatro Antipsicologico Astratto di puri elementi e il Teatro Tattile” (F. T. Marinetti)

 

 

 

Autografo Lotta di fondali                            Autografo La Grande Cura

 

   

Autografo Il quartetto tattile                            Autografo Indecisione

 

 

 

Nello stesso numero di Noi vengono pubblicati diversi altri scritti sul teatro futurista, fra i quali L'Atmosfera scenica futurista. - Scenoplastica – Scenodinamica – Spezioscenico polidimensionale – L'attore-spazio – Il teatro poliespressivo di Enrico Prampolini; Il teatro futurista e Il teatro del colore del futurista Ricciardi di Vittorio Orazi; Teatro e scenografia in Italia di Gino Gori

 

  

Nel 1927 Enrico Prampolini fonda a Parigi il Téatre de la Pantomime Futuriste (Teatro della Pantomina Futurista). Rappresentato per la prima volta nello stesso anno a Parigi, diretto in collaborazione con la danzatrice Maria Ricotti, il teatro inizierà poi una tournée che toccherà Torino ed altre città italiane.

Per la tournée di Prampolini furono prodotte due serie di pantomine, di diversi autori, fra le quali, oltre a Cocktail di Marinetti, si segnalano quelle di Vittorio Orazi (“La nascita d'Ermafrodito”, “L'estasi paradisiaca di Santa Teresa” e “Saffo”); Luciano Folgore (“Tre momenti”, “Il dramma della solitudine” e “L'ora del fantoccio”); Enrico Prampolini (“Popolaresca”, “Santa velocità”, “Psicologia delle macchine”  e “Il mercante di cuori”); Massimo Bontempelli (“La Salamandra sogno mimico di Luigi Pirandello); Jean Cocteau ("Le mariage de la Tour Eiffel"). Le musiche che accompagnavano le pantomine erano di Franco Casavola, Debussy,, Balilla Pratella. Silvio Mix, Vincenzo Davico, Luigi Russolo e dello stesso Bontempelli. In particolare Le musiche di Silvio Mix  vengono ricordate come una delle migliori realizzazioni musicali jazz nella performance futurista

Autografo inedito della pantomima scritta da Marinetti nel dicembre 1926

 

 

 

 

Massimo Bontempelli, Manoscritto della sceneggiatura dell'opera teatrale di Luigi Pirandello "La Salamandra"

 

Massimo Bontempelli,  Autobiografia autografa inviata a Enrico Prampolini

 

 

 

 

Ruggero Vasari, La mascherata degli impotenti. Edizioni Futuriste "Noi", 1923. Dedica autografa a Vittorio Orazi "con simpatia ed ammirazione", Roma 4/9/23

 

 

  
Ruggero Vasari, Venere sul capricorno. Casella, Napoli, 1928. Dedica autografa dell'Autore a Enrico Prampolini “A Prampolini, costruttore futurista dell'universo”

 

Bragaglia fondò a Roma nel 1922 il Teatro degli Indipendenti, il cui obiettivo principale era quello di rompere con il teatro tradizionale, puntando su: sintesi scenica, ritmo, suggestione visiva.

Un posto prioritario del teatro di Bragaglia era riservato alla rappresentazione di atti unici futuristi.

Prampolini fu uno dei principali scenografi e teorici del teatro futurista. Nel teatro di Bragaglia progettò scene astratte e dinamiche eliminò la scenografia realistica introdusse luci colorate, volumi, strutture geometriche. La scena non era più sfondo, ma parte attiva dello spettacolo.

Insieme contribuirono a sviluppare Scenografia come “ambiente”, Non rappresentazione della realtà, ma: spazio mentale, atmosfera visiva

Mentre Bragaglia costruiva la struttura teatrale, Prampolini reinventava lo spazio scenico.

Il teatro di Bragaglia fu un laboratorio dove Prampolini poté applicare concretamente le idee futuriste: trasformare il teatro da racconto realistico a esperienza visiva e sensoriale Un passaggio decisivo verso il teatro moderno e le scenografie contemporanee.

Nel 1947 Bragaglia pubblica il suo libro Le maschere romane nel quale, “pur avendo voluto restar lontani dalle pretenziosa ambizione di scrivere una storia del teatro popolare a Roma, ne abbiamo senza volere tracciato un primo schema”, come precisato nell'introduzione dell'Autore, che prosegue: “La presente vuole essere soltanto una serie di vedute successive della scena popolare romanesca …… una serie di vedute che con grandissimo rammarico, suo e nostro, l'Editore non ha potuto corredare delle relative incisioni del tempo, pur ornandole con le magnifiche xilografie di Pramplini”.

 

 

   

 

Enrico Prampolini, Bozzetti originali per il libro Le maschere romane A. G. Bragaglia