7) Die Styl NEO-PLASTICISMO PIET MONDRIAN A bas l'harminie traditionnelle Vittorio Orazi
Die Styl NEO-PLASTICISMO PIET MONDRIAN A bas l'harminie traditionnelle Vittorio Orazi
Il mio incontro con il Neo-Plasticismo avvenne nel 1920 a Weimar.
Fu al Bauhaus di Weimar che feci la conoscenza personale con il pittore Theo Van Doesburg, uno dei tre maggiori esponenti del Neo-Plasticismo.
Fondatore a Leyden (Olanda) della rivista "Die Styl" (1916), raccoglieva intorno a sè un gruppo omogeneo di artisti quali i pittori Mondrian e Huszar, lo scultore Vantogerloo e gli architetti Rietveld e Van Eesteren.
Dalle pagine di quella rivista, che si annunciava nella forma e nel contenuto di un radicalismo teorico-estetico, più che intransigente, addirittura eterodosso, cominciò a delinearsi, nel 1918, una nuova corrente nelle arti plastiche, corrente di un elementarismo e schematismo senza precedenti, che dal pittore Piet Mondrian fu definita Neo-Plasticismo.
« La via verso la creazione dell'arte plastica pura, dal ritmo libero e dalla visione universale, scriveva Mondrian, era stata preparata dai futuristi e dai cubisti, tanto nella letteratura che nella pittura e nella scultura. L'arte aveva dovuto svincolarsi dalla forma chiusa perché in essa il ritmo non aveva la libertà di esprimersi con chiarezza ".
In nome di questa nuova libertà artistica, non solamente estetica e formale, ma anche spirituale, aperta alle nuove correnti, futurismo e cubismo, i neoplastici fiamminghi hanno ritrovato se stessi. E' questo che mi dichiarava personalmente Mondrian a Parigi e nelle sue laconiche corrispondenze. Dalle lande della terra di Brueghel e di Van Weyden i nuovi pittori olandesi hanno raccolto l'humus vitale del conformismo plastico fiammingo, trasformando a loro volta questo amore per il dettaglio precisato in passione per la sintesi logica nello spazio; trasportando il concetto dell'individuale e del singolo verso un'ampia e riposata visione dell'universale e del collettivo.
“A Parigi l'amicizia tra Mondrian e Prampolini si fece sempre più salda: si incontravano spesso nei loro ateliers; e fu nel suo studio, nel 1927, che presentato da Prampolini io conobbi Mondrian: cordiale, riservato, piuttosto taciturno e raccolto, e niente affatto bohemien” (Vittorio Orazi)
Lettera autografa inviata da Piet Mondrian a Enrico Prampolini il 7 aprile 2024: "Ho ricevuto tre numeri della simpatica rivista “NOI” - mi dispiace che sia del tutto impossibile abbonarsi per motivi finanziari. Vi invio un articolo nella speranza che possiate inserirlo in un prossimo numero di "NOI". Lo faccio per diffondere le mie idee, ma non mi aspetto alcuna remunerazione. Le sarei molto grato per una risposta .....". L'articolo di cui parla Mondrian è "A bas l'harminie traditionnelle". L'articolo non fu pubblicato sulla rivista poichè nel frattempo Prampolini si era trasferito a Parigi e la rivista Noi aveva cessato le pubblicazioni. Solo nel 1967 questo importante scritto di Mondrian verrà pubblicato a cura di Vittorio Orazi e con un testo di Enrico Prampolini (Piet Mondrian, Abbasso l'armonia tradizionale. A cura di Vittorio Orazi. All'insegna del pesce d'oro, 1967). La lettera di Mondrian è riprodotta in questo volume.
Piet Mondrian, A bas l'harmonie traditionnelle. Manoscritto su 5 pagine dell'articoloinviato a Enrico Prampolini nell'aprile del 2024 per la pubblicazione sulla rivista "NOI"
Piet Mondrian, Abbasso l'armonia tradizionale. All'insegna del pesce d'oro, 1967. Al controfrontespizio un fotoritratto di Piet Mondrian ed Enrico Prampolini
