8) Gino Gori e La Bottega del diavolo all'Élite Hotel des étrangers
8) Gino Gori e La Bottega del diavolo all'Élite Hotel des étrangers
Gino Gori (Roma, 1876 - Sant'Ilario Ligure, 1952) fu un poliedrico animatore della scena culturale italiana della prima metà del '900. Intellettuale e poligrafo - fu infatti poeta, romanziere, filosofo con particolare attenzione all'estetica, saggista, critico militante, studioso di teatro. Si dedicò ad attività culturali, adoperandosi principalmente a sostenere e diffondere un clima e un gusto più avanzati e moderni; i suoi maggiori e più significativi contributi, tutti concentrati nel corso degli anni Venti, riguardano le teorie e le pratiche poste a fondamento del processo di rinnovamento del teatro contemporaneo.
A tal fine, si impegnò concretamente, fondando e gestendo in proprio - nel 1921 , con un anno di anticipo sul teatro degli Indipendenti di A.G. Bragaglia - un laboratorio teatrale "antigrazioso", irritante, provocatorio e innovativo. Il 19 aprile del 1922, nei sotterranei dell'Hotel Elite et des Etrangers di Roma, veniva inaugurato il Cabaret del Diavolo di Gino Gori. Il locale era costituito da diversi ambienti completamente arredati e decorati da Fortunato Depero. Simulando un percorso inverso a quello dantesco, essi conducevano dal Paradiso al Purgatorio e da qui all'Inferno
Dell'albergo erano frequentatori e gratuitamente ospiti, numerosi futuristi, tra cui Marinetti, giornalisti e scrittori; negli scantinati, detti l'"inferno", arredati con mobili e manufatti realizzati da F. Depero, da Prampolini e da altri, e decorati con immagini di diavoli danzanti, armati di forconi e pronti a scaraventare nelle fiamme i dannati, si davano ogni sabato spettacoli futuristi e modernisti
Gino Gori, Studi di estetica dell'irrazionale. Edizioni della casa d'arte Bragaglia, Roma, 1921. Dedica autografa a Enrico Prampolini: “A Prampolini in una confidenza d'animo per una finestra di sole sull'avvenire”
Gino Gori, L'irrazionale. Franco Campitelli editore, Foligno, 1924. Dedica a Vittorio Orazi
Gino Gari, Il mulino della luna. Alpes, Milano, 1924- Dedica ai fratelli Prampolini “Ai 2 fratelli Prampolini un'ingratitudine scenografica un'ingratitudine critica (1) per amore dell'Anno Santo, Natale 1924, Roma.
(1): perchè non dire ingiustizia?"
Gino Gori, Il teatro contemporaneo. Fratelli Bocca, Milano, 1924. Dedica autografa a EnricoPrampolini
Gino Gori, Il grande amore. Bemporad, Firenze, 1926. Dedica ai fratelli Prampolini: “Cari Prampolini, non sono morto. Vi voglio bene. Ricordatemi”
