Al CRAC di Taranto la mostra di Ennio Tamburi a pochi giorni dalla sua morte

Santa Nastro - 14 dicembre 2018

Inaugura, purtroppo postuma, la retrospettiva curata da Luca Arnaudo e Roberto Lacarbonara dedicata al maestro da poco scomparso. Intitolata Continuo, è l'ultimo progetto realizzato dall'artista.

“Io Ennio lo conoscevo bene, eravamo amici, e nel trovarmi ora a riflettere sulla sua mancanza vorrei poter rendere almeno in parte, a chi legge, anche lo spirito e la sensibilità dell'uomo. Incontrai per la prima volta Ennio nel 2005 in occasione di una mostra in una gioiosa galleria romana che ora non c'è più, la LIART al parco di Villa Borghese, e mi conquistò subito la sua intelligenza rigorosa ma lieve, l'amore per una misura compositiva nelle cose, intravista anche in elementi all'apparenza trascurabili, che donava all'ispirazione una quieta solidità”. Così scriveva sulle nostre colonne, un paio di giorni dopo la triste scomparsa di Ennio Tamburi (Jesi, 1936 – Roma, 2018) l'amico e curatore Luca Arnaudo, in un appassionato ricordo. Negli stessi giorni Arnaudo, in compagnia di Tamburi stesso e del direttore artistico del CRAC di Taranto, Roberto Lacarbonara, stava lavorando a comporre la mostra Continuo che inaugurerà, purtroppo postuma, il 15 dicembre 2018

A Taranto, presso il CRAC, saranno in mostra opere del passato, ma anche lavori più recenti, carte di grande formato alcune delle quali inedite, che toccano le tematiche care all'artista di natura, tempo e vita, avvolte nel turbinio dell'astrazione pittorica che fu propria della sua pratica. “La mostra di Tamburi”, spiega Roberto Lacarbonara, “sviluppa un'idea di continuità ed evoluzione della ricerca segnico-formale attraverso il disegno e la grafica d'arte, aspetti centrali nella genesi del Centro di Ricerca di Taranto. In seguito alla personale di Strazza nella scorsa primavera, quella di Ennio rappresenta un nuovo focus sulla natura fragile della carta e sulla qualità evanescente del colore ad acquerello o del pastello. La dimensione lirica, sensibile, introspettiva dell'opera agisce come zona di sosta meditativa, una sospensione ed insieme una ricerca spirituale. La lezione di Tamburi, la sua eredità, sta nel dare al segno la fecondità dell'immaginazione”. La mostra, ideata insieme a Tamburi, porta negli spazi del centro culturale pugliese, alcune delle opere della grande retrospettiva che fu dedicata al maestro nel 2012 dalla Galleria Nazionale di Roma.

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