Cesarina Gualino. Disegni e taccuini

Si apprende dai suoi diari, tenuti dal 1923 al 1982, che dopo l'esperienza della danza Cesarina Gualino si avvia pian piano verso la pittura, cominciando nel 1929 da alcune lezioni di assonometria con Gigi Chessa, per disegnare i mobili della casa di Sestri Levante.
Dopo la danza quindi, all'età di trentanove anni, Cesarina scopriva la pittura.
Già nel 1935 aveva ricevuto da Lionello Venturi tre lettere di incoraggiamento con critiche e consigli su alcuni quadri e disegni che gli aveva inviato a Parigi. Nel 1944 Libero De Libero aveva pubblicato una monografia con il catalogo delle sue opere per le Edizioni della Cometa.
Il 24 maggio 1947 Venturi presentò la prima ed unica personale di sessantasei quadri e quattro disegni allo Studio d'Arte Palma di Pier Maria Bardi a Roma. Nessun quadro fu, volutamente, venduto da Cesarina che preferì regalare i dipinti, dopo la mostra, ad amici e parenti, “saggi di un lavoro di diciassette anni, lavoro continuo e pacato, necessario e disinteressato, impegnativo e staccato, ci danno un ritratto assai chiaro dell'arte di Cesarina Gualino”. Continua Venturi nel testo di presentazione:

"Dipinge perchè adora la natura, e sente tutto il valore di una gradazione di tono, di una struttura formale, di una composizione di piani. Dalle sue forme e dai suoi colori ella sa far scaturire l'impressione che ha ricevuto dalla realtà esterna: ora di sconsolata pietà, ora di ricchezza sensuosa, ora di delicatezza innocente, ora del maestoso di una città, ora dell'incanto di un'ampia veduta. Di quando in quando tuttavia l'immaginazione soggettiva, come un diavoletto bizzarro, prende il sopravvento ed è lo spunto per ardimenti felici".

Partecipò alla Biennale di Venezia del 1948 e alle Quadriennali di Roma del 1948, 1951 e 1955, alla "Jubilee Exhibition 1900-1950 - 50 Years of Women Painters and Sculptors" a Londra nel 1950 e al Premio di Pittura Esso nel 1955.

Libero De Libero sul senso della pittura di Cesarina nella monografia della Cometa: "Una vera vita, parallela a quella che le ha dato una casa e una famiglia".

Giulio Carlo Argan nel 1946: "Questa pittura, in un tempo di introspezioni tormentose e tese, ha la schiettezza e la confidenza di un diario".

Maurizio Fagiolo Dell'Arco in Cesarina Gualino e i suoi amici: "Come tanti pittori che mi interessano (quelli che, di solito, vengono definiti "minori" perchè non studiati), Cesarina appare il vibrante riflesso di tante posizioni di pittura e cultura, sfaccetta le visioni altrui per includerle nella sua visione, si chiude a casa per aprirsi sui mondi pittorici degli amici. Riflette sull'altrui pittura per rifletterla nella propria".

Nel catalogo di questa sezione (Disegni e taccuini) i disegni realizzati a Lipari, il primo acquerello a colori, vedute dei posti frequentati e amati, familiari e amici.

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