I Gualino e gli scrittori

Il cenacolo culturale cui Riccardo e Cesarina Gualino diedero vita era composto non soltanto da pittori, danzatori, musicisti e attori teatrali, ma anche da molti scrittori. Gli inviti al loro Teatrino privato erano rivolti a esponenti di spicco dell'aristocrazia colta torinese e a personaggi di cultura quali Margherita Sarfatti, Luigi Pirandello, Benedetto Croce, Ugo Ojetti, tra i frequentatori più assidui degli spettacoli in via Bernardino Galliari 28.
Il rapporto con Gabriele D'Annunzio è ricordato invece dalla presenza, nell'eredità Gualino, di un importante manoscritto, quello de La crociata degli innocenti, accompagnato da alcune lettere del Poeta a Riccardo. Il tutto è legato ad una curiosa vicenda avvenuta nell'aprile del 1926, raccontata all'interno del nostro catalogo.

Importante fu il rapporto con Sibilla Aleramo. All'inizio degli anni Venti a Torino i primi contatti: Riccardo la sostiene inviandole molto denaro e la poetessa invia qualche lettera e pochi versi. Fu a Roma però che nacque una vera e propria amicizia: Cesarina ricama, in sua compagnia, ‘la tovaglia della pace' subito dopo l'8 settembre del 1943 e la ritrae nel 1944. Nei suoi Diari  la Aleramo ricorderà più volte i Gualino.
È proprio durante la “seconda fase” della loro vita, dopo il confino e le requisizioni fasciste, che i rapporti con letterati e poeti si fanno più intensi. A Portofino, a Villa Altachiara, presa in affitto dal 1934 e dove i Gualino torneranno tutte le estati fino al 1943, si riallacciano rapporti con gli amici torinesi e internazionali: Massimo Bontempelli, Giacomo Debenedetti, Franco Antonicelli, Paola Masino.
Ma sarà soprattutto Roma a favorire la nascita di nuovi legami letterari: Corrado Alvaro, Alberto Moravia, Cesare Zavattini, Gianna Manzini, Ettore Serra sono solo alcuni dei nomi di amici e frequentatori del condominio moderno fatto costruire a Salita Parioli 23. Soprattutto con Emilio Cecchi e sua moglie Leonetta, conosciuti nel maggio del 1935, i Gualino stringeranno un fortissimo rapporto di amicizia e scambio artistico-culturale: “basterà accennare ai numerosi incontri, con spatole e pennelli, tra Cesarina e Leonetta, ai ritratti di Cesarina dipinti da Leonetta e viceversa, ai ricordi di quegli anni, oggi ancora inediti e altri pubblicati da Leonetta nella sua Agendina di guerra". E sarà proprio Cecchi a scrivere il primo articolo sulla pittura di Cesarina nel 1942, su Beltempo. Almanacco delle Lettere e delle Arti, primo riconoscimento ufficiale della sua arte:

"Vorrei che tutte queste opere uscissero dalla volontaria segregazione, ed entrassero nel vivo cerchio della nostra pittura d'oggi…Mi piacerebbe studiare, nel pubblico e nei critici, le reazioni provocate dalla loro trepida e astuta innocenza”.

Il primo incontro con Libero De Libero è invece del 1936. Anche lui diventerà un grande amico dei Gualino e Cesarina lo ritrarrà nel 1944. Lo stesso anno De Libero pubblicherà, per le Edizioni della Cometa un catalogo delle opere della pittrice arricchito da una sua presentazione:

“Dalla casa di Cesarina Gualino non ho mai fretta di andarmene, per la suggestione che ogni suo dipinto mi crea intorno. Non sapevo pittrice questa signora, che sta lì magra e rarefatta, presente come un sorriso e distante come un'immagine, quando ne feci conoscenza anni or sono [. . .] Ma donde abbia mai attinto consigli e allettamenti e misura questa donna, che ha lo spessore di una betulla, taciturna e sconsiderata nel suo silenzio, non si sa né importa sapere. Si potrebbe dire innocente in famiglia e tra gli amici, e così accorta quando dipinge un quadro, disinteressata quando ve lo presenta quasi pentita di un errore commesso”.

(tutte le citazioni appartengono a Quasi un'autobiografia di Beatrice Marconi in Cesarina Gualino e i suoi amici).

Nel catalogo relativo a questa sezione (I Gualino e gli scrittori) libri dedicati ai Gualino da Sibilla Aleramo, Massimo Bontempelli, Emilio Cecchi, Libero De Libero, Ettore Serra.

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