Riccardo Gualino. Industriale e mecenate

"... Da due mesi, pressoché ogni giorno, lavoro al mio libro. Gli eventi della mia vita, dalla prima infanzia a oggi, ridestati nella memoria, si dispongono in ordine di tempo e d'importanza, e quasi si ricreano.
Come in un foglio bianco, scritto con inchiostro simpatico, vengono alla luce, per effetto del calore, i celati segreti, così nel mio cuore, sotto l'aculeo dell'emozione, rispuntano l'un dopo l'altro, fra nebbie diradanti, i ricordi. Avvenimenti dimenticati, impressioni confuse della giovinezza, imprese lontane, iniziative antiche soffocate dal tumulto di ieri, tornano allo spirito depurati  dalle scorie, posti dall'esperienza e dal tempo nel rilievo che meritano.
Godo io quando scrivo? Sì e no: sì, perché rivivo le fasi dell'aspra battaglia e ne risento il fascino: no, perché i recenti avvenimenti m'han causato una ferita tutt'ora aperta. Comunque, scrivendo lavoro, e il lavoro mi reca un'inesprimibile gioia.
Il libro mi conferma che c'è in me un'insaziabile aspirazione verso la bellezza, provenga essa dalla contemplazione della natura o da un'alta pagina, da una sinfonia di Beethoven o da una grande concezione industriale. Pochi sentono l'armonia e la bellezza espresse dall'industria moderna: da un'officina, che fonda in un solo ritmo operoso mille clamori; da una ciclopica centrale elettrica, solitaria fra i monti che, senza uomini a servirla, distribuisca luce ed energia a intere province; dall'automobile, dal telefono, dalla radio, dai velivoli, dal cinema...

Scrivo. Nel mettere giù la cronaca delle vicende mi vedo vivere e soffrire, riuscire e sbagliare; è un curioso e interessante spettacolo che dò a me stesso. Mi domando: son io del tutto veritiero in ciò che scrivo o àltero i fatti, sia pure con lievi modificazioni magari involontarie? A me pare d'essere affatto sincero; procuro, anzi, di scheletrire il mio piccolo dramma per metterne meglio in risalto l'ossatura. È probabile, tuttavia, che chi parla di se stesso muti senza accorgersene il vero, attraverso impercettibili sfumature...”
(Riccardo Gualino, introduzione a Frammenti di vita - Mondadori, 1931 - scritto durante il confino di Lipari).

Nei due cataloghi di questa sezione (Riccardo Gualino imprese e libri - La Lux Film) le prime edizioni dei libri scritti dall'industriale e mecenate durante il periodo di confino voluto da Mussolini e alcune loro traduzioni estere, un importante menabò arricchito da numerose tavole originali, i volumi legati ad alcune delle sue numerose imprese, un bellissimo album fotografico offerto in dono dalla Fiat. Un catalogo speciale è dedicato ai libri e agli ephemera pubblicati dalla Lux Film, fondata da Gualino nel 1934 a Torino e spostata dopo sei anni a Roma, oramai divenuta a tutti gli effetti la capitale del cinema italiano.
Di rilievo la produzione pubblicitaria della Lux Film: Riccardo Gualino, raffinato conoscitore e collezionista d'arte, si rivolse per le pubblicazioni della sua casa di produzione e distribuzione cinematografica allo studio di grafica pubblicitaria Favalli, fondato da Augusto Favalli nel giugno del 1946 in via Margutta. L'intensa collaborazione tra i due gruppi portò alla realizzazione di raffinatissime brochure con alcuni dei più importanti artisti dell'epoca, come Renato Guttuso e Domenico Purificato, rispettivamente per Riso amaro (1948) e Non c'è pace tra gli ulivi (1949).

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