Alcuni esempi di editoria del M.A.C.

I tre testi “Raccolta della II serie del bollettino 'Arte Concreta' n.8-15, stagione artistica 1952-53”, “Arte Concreta 24 litografie originali” e “Arte Concreta 1950 1951” testimoniano la fervente attività del M.A.C fra il 1949 e il 1953.
In quegli anni a Milano artisti come Veronesi, Soldati, Munari, Dorfles rifiutano i sentimentalismi e le decadenze psicologiche dell'imperante pittura figurativa italiana e dello “spirituale” astrattismo europeo, per approdare ad un'arte che loro stessi definiscono “concreta”.
Un genere artistico, scrive Dorfles, che  “non ha affatto annullato il compito figurativo che spetta alla pittura e alla plastica, ma l'ha soltanto rinnovato e dilatato, riproducendo quanto dall'intimo vengono sviluppando sulla tela le forze creatrici dell'artista”.
La tela non è più uno spazio pittorico da negare con illusioni prospettiche, ma una superficie da trattare nelle sue due dimensioni reali ed esperibili. Al fianco di Gillo Dorfles troviamo Giulio Carlo Argan, che con la sua integerrima lucidità, scrive che il punto di riferimento di questi artisti non è “il remoto e rasserenante orizzonte della cronaca, l'hic et nunc che l'ordine filosofico di questi anni propone come uniche coordinate storiche possibili ma una funzionalità costruttiva e di immediata utilità sociale”.
Per queste ed altre ragioni continua Argan “le correnti concretiste che ripetono la loro origine dalla teoria fidleriana della visibilità tendono concordemente alla determinazione di certe ‘unità base' dell'esperienza formale; e il loro scopo è di manifestare nella immagine il valore e la funzione della coscienza immersa nella realtà e da essa inseparabile; di fissare una ‘quiddità' formale che sia il punto di partenza, l'elementare assoluto, l'atomo della visione”
(G. C. Argan, Arte Concreta. 24 Litografie Originali. 4 cartella, 1949, p.3).

Il gruppo del Movimento Arte Concreta si presenta ufficialmente al grande pubblico il 22 dicembre 1948 con la “Mostra delle 12 stampe a mano della cartella d'arte concreta” presso la Libreria Salto di Milano. Questo evento mette insieme le opere dei fondatori di M.A.C., ovvero, Soldati, Munari, Monnet e Dorfles a quelle dei “romani” Perilli, Dorazio, Guerrini e ad altri pittori astrattisti di aria milanese come Garau, Veronesi e Mazzon. Una cartina torna sole dell'astrattismo italiano più sperimentale e non allineato di quegli anni.
Le attività espositive di M.A.C. saranno sempre accompagnate da una ricca e feconda attività editoriale sostenuta ed incoraggiata dal libraio Salto, definito da Dorfles un uomo “di straordinaria apertura”. Un commerciante illuminato che non si limitò ad offrire ai membri del M.A.C. il suo spazio come luogo espositivo, ma che li sostenne anche come editore di testi dalla forte impronta artigianale che ancora oggi vengono studiati ed apprezzati per la loro lungimiranza artistica e il loro sperimentalismo di contenuti.

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