Franco Fortini. A 100 anni dalla nascita

Il 4 maggio di cento anni fa nasceva Franco Fortini, poeta, traduttore, saggista e critico letterario (Firenze, 1917 – Milano, 1994).

Nato Franco Lattes, aveva studiato nella sua città, laureandosi in lettere e in giurisprudenza ed entrando in contatto con gli ambienti letterari cittadini.
Attraverso la complessa e polivalente problematica dell'ermetismo fiorentino aveva elaborato una opposizione morale antifascista sfociata nella collaborazione alla rivista ''La Riforma letteraria'' di Carocci e Noventa.
Partecipò alla Resistenza in Val d'Ossola. Subito dopo la guerra fu redattore de ''Il Politecnico'' e poi dell'''Avanti!'' fino al 1948. Larga la sua partecipazione e collaborazione a numerose riviste: Comunità, Nuovi Argomenti, Botteghe Oscure, Paragone, Officina, Quaderni Piacentini.
Il suo costante impegno politico gli riservò una posizione polemica nel mondo culturale italiano, quello di ''ospite ingrato'' all'interno di una realtà distratta e aliena da ogni approfondimento morale della situazione culturale:

''So benissimo che le mie convinzioni più profonde – vale a dire le sole di cui voglio essere chiamato a rispondere – sono in contrasto con la forma della maggior parte di questi scritti; e che quella è un omaggio a una lingua, a una cultura, a un sorriso, a una meditazione che sono lingua cultura sorriso meditazione di signori. Sono anzi la moneta che pago, il costume che indosso, per il diritto di non essere del tutto lasciato alla neve e al vento e di sedere almeno vicino alla mensa dove viene recato il pane degli angeli, cioè degli sfruttatori e dei mangiatori di uomini'' [Da una prefazione, in ''L'Ospite ingrato'']

I suoi volumi di saggistica sono il diario pubblico di un intellettuale e la testimonianza delle speranze, delle illusioni e delusioni di una generazione, della involuzione postbellica della cultura italiana. L'appassionata e costante fusione dello scrittore e dell'uomo illuminò tutta la sua attività, contrassegnata per altro anche da una importante funzione di mediatore di cultura, svolta attraverso le traduzioni da Proust, Eluard, Brecht, S. Weil, Kierkegaard, Doblin, Goethe.

Tra le sue opere principali:

- Foglio di via e altri versi (Einaudi, 1946)
- Dieci inverni 1947-1957 (Feltrinelli, 1957)
- Sestina a Firenze (Schwarz, 1957)
- Verifica dei poteri (Il Saggiatore, 1965)
- L'ospite ingrato (De Donato - Leonardo Da Vinci, 1966)
- Dei confini della poesia (L'Obliquo, 1986)
- Versi primi e distanti 1937-1957 (All'insegna del pesce d'oro, 1987)

Partecipazione a riviste, opere collettanee e traduzioni:

- Il Menabò. Tutto il pubblicato (Einaudi, 1959)
- Le vere ragioni 1968/1976 (Mazzotta, 1985)
- Eluard, Poesia in interrotta (Einaudi, 1948)
- Doblin, Addio al Reno (Einaudi, 1949)
- Queneau, Zazie nel metrò (Einaudi, 1960)