Il futuro del libro fotografico

Come sarà il libro fotografico del futuro e come sopravviverà ad un mercato sempre più saturo?
(di Lauren Heinz, luglio 2017, www.magnumphotos.com)

Il libro fotografico è stato storicamente sottovalutato nel suo contributo all'evoluzione della fotografia, e solo negli ultimi 20 anni ha iniziato ad essere preso in considerazione seriamente, come medium.
Martin Parr, accanito collezionista, ha avuto un ruolo per nulla marginale nell'alimentare questa attenzione.  Oggi, il libro fotografico è arrivato così lontano che ci sono libri sui libri fotografici, che ne tracciano la storia e propongono archivi essenziali, come il recente “Magnum Photobook: The Catalogue Raisonnè" pubblicato da Phaidon.

Mentre i fotografi pubblicano, sempre di più, i loro lavori in formato libro, si presenta la domanda: 'Come si adatterà il libro fotografico per sopravvivere in un mercato in rapido cambiamento e sempre più saturo?'

Al simposio congiunto di Magnum e dell'International Center of Photography sui libri fotografici tenutosi a New York nel giugno 2017, il fotografo Magnum Martin Parr, Olivia Arthur, fotografa Magnum e co-fondatrice della galleria e casa editrice Fishbar, Lesley Martin, direttore creativo di Aperture, e Fred Ritchin, preside della scuola dell'ICP, si sono seduti insieme per parlare del futuro dell'editoria fotografica. Il gruppo ha discusso questioni riguardanti il pubblico, i finanziamenti, il self-publishing e la cooperazione. Qui, presentiamo in larga linea cinque conclusioni o considerazioni che valgono sia per l'industria dell'editoria che per i fotografi, selezionate per dare forma al pensiero intorno a come potrebbe apparire il futuro del libro fotografico.

1) Anche i libri cattivi sono importanti
Il Self-publishing e la stampa su richiesta potrebbero essere la causa della proliferazione dei migliaia e migliaia di libri fotografici che inondano il mercato, ma invece di vedere questo fenomeno come una campana a morto per il medium, Martin Parr ha sostenuto che i libri particolarmente innovativi si distinguono ancora da quelli mediocri, la cui abbondanza non fa altro che enfatizzare la presenza di quelli veramente freschi ed emozionanti. “La fotografia è la cosa più facile del mondo ma anche la più difficile. E' molto facile prendere un lavoro e in un pomeriggio trasformarlo in un libro che sembra contemporaneo ed eccitante ma non ha un'anima, non un messaggio o una sostanza reale. Le persone credono di aver dato un contributo importante alla fotografia, ma non l'hanno fatto”, ha detto Martin Parr. “Molti libri sono davvero cattivi e noi abbiamo bisogno di questi per capire un buon libro, perché quando un buon libro ascende, al di sopra della grande quantità di roba là fuori, si nota davvero. Abbiamo bisogno di questi elenchi - il meglio dei libri, dei premi, dei riconoscimenti - perché sono dei modi che le conquiste nell'editoria fotografica hanno per emergere in superficie. Abbiamo bisogno di questo orientamento per capire cosa è veramente interessante e buono.”

2) Uscire dal foto-ghetto
Per molti fotografi, il fatto che altri fotografi e professionisti del settore apprezzino il loro lavoro può  sembrare un enorme successo, addirittura una rivalsa, ma la necessità di guardare fuori dalla comunità fotografica alla ricerca di un pubblico interessato ai libri è più importante che mai. Coinvolgere un pubblico più ampio, che sia interessato ai problemi esplorati all'interno del libro, più che esclusivamente al fotografo che li ha creati.
“I libri fotografici stanno vivendo un'epoca d'oro, ma la preoccupazione è che li stiamo facendo l'uno per l'altro” ha detto Fred Ritchin. “Non è più sufficiente parlare solo fra di noi a questo punto.”
“Penso che vediamo questa grande nuvola che è il pubblico dei libri fotografici e la cosa interessante è cercare di uscire e vedere le cose in un modo diverso e dire che raggiungerò queste persone perché è quello che voglio fare. Cerchiamo troppo di somigliarci l'un l'altro", dice Olivia Arthur.
“Abbiamo bisogno di pensare a come incorporare nuovo pubblico dentro questo ecosistema e pensare a questo pubblico quando facciamo i libri,” ha aggiunto Lesley Martin. 

 3) Espandere il mercato e i territori
Mentre l'Europa è probabilmente in testa agli Stati Uniti nell' accettazione del libro fotografico come medium a sè stante - attraverso la proliferazione di case editrici e festival - una cosa che continueremo a vedere in futuro riguarda altri territori in tutto il mondo che danno contributi significativi al mezzo.
“Una cosa positiva è che oggi stiamo vedendo libri fotografici arrivare da tutto il mondo, da dove non pensavamo ce ne fossero. Per esempio, di recente ho comprato una collezione di 20 libri dall'Indonesia,” dice Parr. “Vedremo altri territori coinvolti oltre quelli ovvi e il numero (di libri da questi luoghi) probabilmente continuerà a crescere.”

 4) Libri da non collezionare e a buon mercato
Data la tendenza verso i libri fotografici da collezione, con cartellini dai prezzi considerevoli, potremmo vedere più di un contraccolpo e un movimento in direzione opposta, una visione più democratica del fotolibro potrebbe raggiungere un pubblico molto più ampio e diversificato.
“Amerei vedere libri non da collezione” dice Ritchin. […]
“Devono essere abbordabili. La vendita di Magnum's Square Print ha davvero successo perché è accessibile. Abbiamo bisogno di educare le persone ed offrire prodotti ad un prezzo basso che siano davvero gradevoli,” dice Martin.

 5) La stampa prevarrà
[…]
“Le persone hanno ancora un grande desiderio per il libro, per gli oggetti stampati che si possono conservare. Questo esplode in una miriade di direzioni diverse al momento” dice Olivia Arthur.
“Quando un corpo di lavori è davvero importante e rilevante e tocca le persone, verrà pubblicato in forma di libro, all'inizio, o inevitabilmente in seguito” aggiunge Parr. “Avremo bisogno di questi libri per preservare l'eredità della storia della fotografia contemporanea. Gioiamo per questo!”

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