Il Rinascimento

Martino V, Giulio II, Sisto IV, Leone X e ancora Lorenzo il Magnifico, Federico Gonzaga e Isabella D'Este sono solo alcuni dei grandi nomi che costellano l'infinito cosmo del Rinascimento italiano. Un periodo storico che viene convenzionalmente individuato fra la metà del XIV secolo e la seconda metà del 1500 inoltrata.

Due secoli, all'incirca, dove le arti e la cultura trovano un rinnovato brio e fermento, nella rilettura del patrimonio della classicità. Un rinascita umanistica che corre in tutta la penisola con volti e colori differenti. Senza dubbio Firenze dapprima e poi la Roma papalina, sono epicentri non trascurabili di questa fase storica.

 Un afflato universale di sperimentazione che nel mondo dell'arte genera una fioritura di nuove pratiche artistiche, codici e simboli. Le botteghe e le scuole di quegli anni si riapproriano delle arti e dei mestieri, trasformandoli in strumenti virtuosi per realizzare opere tutt'oggi celebrate come intramontabili exempla, capolavori di inestimabile potenza storica ed estetica. Potremmo dire opere-specchio di uno zeitgeist che non si limita a riecheggiare la grandiosità della classicità, ma che con creatività dialettica, apre nuove strade verso un'interpretazione altrettanto grandiosa del proprio tempo.

Ecco come le parole di Giorgio Vasari, nel proemio di “Le vite de' più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino a' tempi nostri” (1550) spiegano minuziosamente lo spirito che animava gli artisti dell'epoca. Un libro, quest'ultimo, senza dubbio, essenziale per la comprensione del Rinascimento, ma che allo stesso tempo, presenta quel limite storicamente giustificabile di essere “sfacciatamente toscano” nella scelta degli artisti annoverati.

“Solevano gli spiriti egregii in tutte le azzioni loro, per uno acceso desiderio di gloria, non perdonare ad alcuna fatica, quantunche gravissima, per condurre le opere loro a quella perfezzione che le rendesse stupende e maravigliose a tutto il mondo; né la bassa fortuna di molti poteva ritardare i loro sforzi del pervenire a' sommi gradi, sí per vivere onorati e sí per lasciare ne' tempi avenire eterna fama d'ogni rara loro eccellenza”.

La cupola del duomo di Firenze di Filippo Brunelleschi, il David di Donatello, l'Uomo Vitruviano di Leonardo Da Vinci, la Cappella Sistina di Michelangelo Buonarroti, le stanze Vaticane di Raffaello Sanzio, l'Assunta di Tiziano Vecellio sono solo alcune delle opere di cui Vasari parla e di cui ancora oggi ne celebriamo la grandezza.

Qui di seguito il CATALOGO, ovvero una selezione di libri scelti sul tema:

 

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