La mente devastata. Opera prima "sconosciuta" di Francesco Scarabicchi

Dopo la prima forte scossa di terremoto che colpì Ancona il 25 gennaio 1972 il giovane poeta Francesco Scarabicchi (Ancona, 1951 – Ancona, 2021) partì per l'Alto Adige, ospite di alcuni amici. Alla prima scossa di terremoto fece seguito un lungo periodo di sciame sismico che ebbe il suo culmine il 14 giugno con una scossa devastante che mise in ginocchio la città. Il soggiorno in Alto Adige di Francesco Scarabicchi si protrasse pertanto per circa 11 mesi. All'inizio si stabilì a Bolzano deve iniziò a lavorare al giornale Alto  Adige Corriere delle Alpi, diretto in quegli anni dal deputato democristiano e ex ministro Flaminio Piccoli, nell'ultimo periodo si spostò a La Villa, in Alta Badia, dove lavorò per un breve periodo all'Ufficio Postale del paese.

Rientrato ad Ancona, Scarabicchi, grazie all'interessamento dello scrittore Luigi Santucci, fu assunto nel 1973 presso la Banca Popolare di Ancona, inizialmente come semestrale, negli Uffici dell'Esattoria, poi a tempo indeterminato. All'Esattoria lavorava in quel periodo Brenno Bucciarelli che, al contrario di Scarabicchi che continuerà a lavorare in banca per oltre trent'anni, abbandonerà presto il lavoro in banca per dedicarsi completamente all'editoria d'arte. I primi anni settanta sono stati gli anni in cui Scarabicchi inizierà anche ad interessarsi di arti figurative, legandosi in amicizia con diversi artisti marchigiani, fra questi Walter Piacesi.

I nomi di Brenno Bucciarelli, Luigi Santucci e Walter Piacesi si ritrovano nel primo libro di poesia di Francesco Scarabicchi, La mente devastata (Bucciarelli, Ancona 1974), con presentazione di Santucci e tre acqueforti originali di Piacesi, in una edizione di 150 esemplari numerati.

Il poeta nell'Avvertenza ci fa sapere che “Le poesie qui raccolte coprono l'arco di tre anni (1971-1974) e sono state scritte in gran parte durante un soggiorno di circa undici mesi in Alto Adige e Austria. L'unico incontro che, tra l'altro, ha determinato lo stile e gli argomenti, è stato quello con Kurt, l'organista viennese conosciuto sul finire del febbraio '72 in un locale tedesco di Merano.”
Di Kurt (personaggio reale o espediente poetico!) non sappiamo nulla ma alcuni versi della raccolta sono indicativi di come abbia influito sulla sua poetica di questo primo periodo: "Kurt l'organista vi ha parlato di me / simulando la rabbia in una fuga, /Scarmigliato coetaneo musicista / che mi soffoca il grido / in una fumosa serata di questa Vienna / che brucia in canne d'organo.”

Nella presentazione del libro Luigi Santucci sottolinea i limiti di questa prima opera poetica di Scarabicchi: “Tengo volentieri a battesimo questo poeta. Credo nella rabbia stralunata, anche se talvolta un po' compiaciuta, della sua poesia (ma a ventitré anni chi si salva da qualche virtuosismo sopra il rigo, da qualche “nota tenuta”, quando non sia – per restare nell'ecologia marchigiana del nostro Scarabicchi – Giacomo Leopardi?). Ci credo e gli voglio lanciare, per quel che possa valere, la mia lode; ma subito ripetendogli biblicamente il proverbio che il mio maestro mi spianava addosso nel dirmi bravo: 'guardati dal dì della lode' …”.  Nello stesso tempo Santucci riconosce in questa opera i germi di quello che diventerà il grande poeta che si paleserà con le sue opere più grandi degli anni Ottanta e successivi: “Scarabicchi ha scelto, per vocazione e per nutrimenti letterari la parte del “maudit” …. Ma nell'urgenza affatto dilettantesca dei suoi versi, egli ha già dato volto e coerenza di personaggio a se stesso; quindi senso e risposta, in qualche modo, alla vita.”

Scarabicchi si allontanerà presto da questi suoi esordi sperimentali, di stile avanguardistico e la sua scrittura poetica si orienterà sempre più verso un lirismo essenziale, rivolto alla riflessione interiore ed allo scandaglio psicanalitico. Determinante per la sua formazione fu l'incontro con Franco Scataglini con cui collaborò nella  trasmissione radiofonica della testata regionale di Rai Radio Tre, promossa dallo stesso poeta.

La mente devastata  compare raramente nelle bibliografie di Scarabicchi, dove la sua opera prima viene di solito indicata con La porta murata, con introduzione di Franco Scataglini, pubblicata ad Ancona nel 1982 dalla casa editrice Residenza (omonima della trasmissione radiofonica).
Purtuttavia queste sui prime poesie restano significative per la conoscenza di come il poeta abbia attraversato un periodo duro della sua vita, “contraddistinto da vicende a prima vista negative, spesso crudeli, che hanno inevitabilmente intaccato – con gli acidi del dolore – la mia struttura di uomo”.

  

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