Lo studio Boggeri: quando l'art director esisteva ma non si chiamava così!

Antonio Boggeri fonda l'omonimo studio nel 1933 a Milano. Siamo fra le due guerre e la città brulica di iniziative pubbliche e private di ampio respiro. La Bauhuas, trasferitasi a Berlino, chiude definitivamente le porte perché “sgradita” al regime nazista ma, i suoi precetti e le sue idee, hanno ormai da anni valicato i confini tedeschi e influenzato l'Europa contemporanea. 

Dopo una prima formazione in ambito musicale, Antonio Boggeri, svolta drasticamente verso il mondo della grafica. È fortemente interessato alla fusione fra arte e design che la scuola di Weimar ha perseguito e realizzato nei suoi quattordici anni di attività. Al seguito di Giuseppe Crespi, nel 1924, diventa il direttore del settore “riproduzione a colore di opere d'arte” della stamperia Alfieri & Lacroix. Qui avrà modo di conoscere ed approfondire la tendenze contemporanee, nelle immagini e nei fotomontaggi di Moholy-Nagy, Hunt, Molzahn, Teige, Domela, Canis, El Lissitsky, Cyliax, Zwart, Klutsis, Sutnar e Trump.  

Lo Studio Boggeri viene inaugurato a Milano, nel 1933, precisamente in via del Borghetto 5, con un'insegna di straordinaria attualità: una B rossa di Didot fra due punti neri. Questo spazio diventa in breve tempo un crocevia di idee, persone e attitudini innovative. Come pioniere della grafica moderna italiana, Antonio si specializza nell'immagine fotografica pubblicitaria, sperimentando varie forme di fotomontaggio e fotocollage. Il suo lavoro è in costante crescita e, nel  1940 lo studio si tinge di colori internazionali, con l'arrivo dello svizzero Max Huber. Huber porta con sé non solo le innovazioni della scuola concretista elvetica ma anche una grande ricchezza creativa che aiuta Boggeri a definire il profilo stilistico del giovane Studio, che di lì a poco si definirà: “costruttivo” e “libertario”.  

Fra i nomi che collaborano nella realizzazione di progetti grafici a firma dello Studio Boggeri (manifesti, annunci, pieghevoli, allestimenti, marchi etc.) troviamo Bruno Munari, Erberto Carboni, Xanty Schawinsky, Max Huber, Carlo Vivarelli, Walter Ballmer, Franco Grignani, Giancarlo Iliprandi, Enzo Mari, Marcello Nizzoli, Bob Noorda, Albe Steiner, Aldo Calabresi et al. I colori, le forme e i soggetti che animano i prodotti di questo “brand” variano nel tempo, assecondando le necessità dei clienti, fra cui Olivetti e Pirelli, ma sempre rispettando la linea grafico/artistica di Antonio Boggeri, che si definisce - ante litteram - l'Art Director della sua impresa.  

Uno sperimentatore lungimirante che durante la sua carriera viene insignito di numerosi riconoscimenti di portata nazionale e internazionale come la serie d'inviti alla rassegna  AGI - Alliance Graphique Internationale, la Medaglia d'oro della Triennale del 1957 e non ultima la nomina a membro onorario dell'ADCI|Art Directors Club di Milano del 1970. 

Il volume Lo Studio Boggeri 1933-1981 edito da Electa nel 1981, dopo un saggio introduttivo di Giovanni Anceschi, propone al lettore oltre 265 esempi di lavori come copertine di cataloghi, manifesti e pubblicità di designers del calibro di Ballmer, Calabresi, Huber, Martinelli, Monguzzi, Muratore, Schawinsky e Vivarelli. Una raccolta analitico-antologica accuratissima, che oltre al ricchissimo apparato illustrativo, contiene la prefazione integrale dell'Annuario “Luci e ombre” del 1929 di Antonio Boggeri, di cui di seguito riproponiamo qualche illuminante riga: 

 “(…) la fotografia pubblicitaria quando tende a distaccarsi dal facile verismo e attingere risultati di una meno ovvia comunicazione, si appropria dei risultati delle ricerche sperimentali venute nel frattempo alla luce – ad esempio il fotogramma – con ciò arricchendo il proprio linguaggio visivo e favorendo il progresso della fotografia di domani”.

Sono disponibili sul nostro sito 3 libri sullo Studio Boggeri:

Lo Studio Boggeri 1933-1973. Comunicazione visuale e grafica applicata 

Lo Studio Boggeri 1933-1973. Comunicazione visuale e grafica applicata / Con dedica di Remo Muratore

Lo Studio Boogeri 1933-1981

Per altre informazioni sullo Studio Boggeri: http://www.archiviograficaitaliana.com/firms/6/studioboggeri

     

 

Maria Elisa Massetti  - Libreria Marini