Luciano D'Alessandro. L'ultimo idealista. Postcart, 2021

In occasione della Giornata Internazionale dei Musei lo Studio Bibliografico Marini propone uno sconto speciale sul libro Luciano D'Alessandro. L'ultimo idealista (Postcart, 2021), realizzato in occasione dell'omonima mostra al Museo di Roma in Trastevere, visitabile fino al 5 settembre.
Le opere esposte provengono dall'Archivio Luciano D'Alessandro, che potete visitare QUI.

CLICCA per comprare il libro a 20 euro.

Promozione valida dal 18 al 25 maggio 2021

 

Luciano D'Alessandro. L'ultimo idealista. Postcart, 2021.
Collana Incontri #8

“In manicomio erano finiti esseri umani che la società costringeva all'esclusione più totale perché giudicati inutili, se non dannosi al suo predetto meccanismo di efficienza produttiva, mentre in quello stesso manicomio si realizzava magistralmente la perfetta sintesi dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo”
(Luciano D'Alessandro).

Dalla ricerca su Gli Esclusi alla metà degli anni Sessanta (1965-67) – il primo vero documento sulla condizione silenziosa dei malati mentali – ai servizi fotogiornalistici per le principali testate giornalistiche europee: Luciano D'Alessandro è uno dei massimi interpreti italiani del reportage e dell'immagine sociale, radicale osservatore delle marginalità e delle forme di reclusione, delle utopie collettive e della loro dissoluzione. Napoli, Cuba, l'Unione Sovietica, il campo di concentramento di Mauthausen, le colonie francesi e la Tunisia. E poi ancora Capri, la Lucania ed il sud, anzi i “tanti sud del mondo”: una investigazione politica e sociale, ma soprattutto culturale; il tentativo di costruire una coscienza civile attraverso la schiettezza delle immagini per portare tra la gente l'orgoglio e la dignità di rinascere dopo ogni sopraffazione (da parte di padroni e istituzioni) e dopo ogni rovina (dal colera del 1973 al cruento terremoto d'Irpinia del 1980).

Per Luciano D'Alessandro la fotografia non può mentire. Dovrà piuttosto dire la verità, tutte le verità: plurali e posizionali, facendosi testimonianza – anche storica e giuridica – delle realtà negate o taciute. Una fotografia capace di coniugare la passione della verità con la verità della passione, al fine di boicottare le opinioni impersonali che danno forma alla società attraverso i media e di interrogare la presunta oggettività dei fatti mettendo in questione “la nostra visione di ciò che vediamo” (Veca, 2011).

Questo volume, giunto a cinque anni dalla scomparsa del fotografo napoletano, testimonia la sua ostinata militanza, ripercorrendo alcune delle sue principali inchieste accanto a illustri amici e colleghi come Gianni Berengo Gardin, Lisetta Carmi, Mario Dondero, Paola Mattioli. Immagini in grado di restituire la piena consapevolezza di un autore e un intellettuale che come pochi ha saputo attraversare mezzo secolo di fotografia senza retorica ma con il coraggio e l'ostinazione del giornalista, dell'osservatore, dell'ultimo idealista.

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