Storie di libri - Sonetti umoristici di Giuseppe Gioachino Belli

Con lo stesso titolo di Sonetti umoristici furono pubblicati nel 1864 due volumi:

- Sonetti umoristici [1] -  Senza alcuna indicazione tipografica (data, luogo di edizione, editore) e senza indicazione degli autori. Volume di 119 pagine numerate con 104 sonetti, dei quali 77 in dialetto, e relativo indice. Un sonetto viene stampato due volte, con il titolo La risoluzione, alle pagine 51 e 78 del volume. Diverse fonti bibliografiche, anche quelle più recenti, affermano che dei 104 sonetti 51 sono certamente del Belli. Alcune copie del libro hanno una copertina rossa, senza alcun titolo, altre hanno la copertina verde e recano l'indicazione tipografica “Sonetti umoristici”.

- Sonetti umoristici [2] - Senza alcuna indicazione tipografica, come il precedente. Si tratta di un opuscolo di sole nove pagine con nove sonetti di contenuto prevalentemente erotico, o meglio pornografico, come li classifica lo Spatafora, dei quali sei in dialetto. Secondo il Fumagalli tre sonetti sono sicuramente del Belli.

Le informazioni sui due libri  possono essere  rintracciate in diverse fonti bibliografiche. Jannattoni, nella sua Bibliografia dei sonetti Romaneschi, basandosi sugli scritti del Bandini pubblicati nella rivista L'Urbe negli anni 1937 e 1941 (Una stampa clandestina dei Sonetti del Belli nel 1864 In: L'Urbe Roma, dicembre 1937 ; pp. 19-22. Con una nota di Ceccarius, pp. 19-24) e del Lizzani G. Gioacchino Belli stampato alla macchia – In: L'Urbe Roma, ottobre. 1941 ; pp. 26-27. Con una nota di Ceccarius, pp. 26-28), documenta le circostanze e le modalità della pubblicazione dei Sonetti Umoristici: “ Valendosi di una voluminosa raccolta di Memorie e di documenti lasciata dal romano Filippo Spatafora (1830-1913) che col nome di Bruto e con altri nomi di guerra fu negli anni dal 1862 al 1865 a capo della organizzazione del Comitato Romano d'Azione (CRd'A), riesce a dimostrare che i due opuscoli furono stampati alla macchia, per iniziativa dello stesso Comitato Romano, a cura dell'Architetto Felice Cicconetti.”

Nonostante il Lizzani, nella sua nota sull'URBE del 1941, avanzasse l'ipotesi che la stampa possa essere stata fatta in una minuscola tipografia del Comitato Romano, che si trovava in “un ambiente oltre l'interno cortile di una casa di  via della Frezza, recentemente demolita”, la vicenda della stampa dei Sonetti trova maggiore e credibile documentazione nelle  memorie di Filippo Spatafora.

Si pensò poi — scrive nei suoi Ricordi lo Spatafora - a qualche risorsa straordinaria, e sorse l'idea di mettere assieme un centinaio di sonetti di Gioacchino Belli, farli stampare e venderli a beneficio dei democratici rinchiusi nelle prigioni pontificie. In questa operazione ci fu di grande aiuto l'architetto Felice Cicconetti, amico del poeta Belli. Compiuta la raccolta si mandarono i manoscritti a Napoli per essere stampati. [Filippo Spatafora, Il Comitato d'Azione di Roma dal 1862 al 1867. Pisa, Nistri – Lischi, 1982; Vol. 2°, pag. 920].

La stampa dei Sonetti a Napoli viene confermata anche da Gino Bandini che nel suo articolo sull'Urbe del 1937 ricostruisce la vicenda facendo riferimento a due napoletani, Giovanni Mattina e Giuseppe Fanelli,  che transitando per Roma alla fine di Ottobre del 1964 stabilirono stretti contatti con il Comitato Romano. Secondo il Bandini questi due personaggi fecero da punto di riferimento napoletano per l'invio dei manoscritti. La stampa dei sonetti, secondo il Bandini, dovette avvenire nel novembre-dicembre 1864 e l'introduzione  dei due opuscoli a Roma avvenne a poco a poco durante parecchio tempo.

E' lo stesso Spatafora a sottolineare nelle sue memorie come la vicenda della stampa e della diffusione dei sonetti risultò alquanto complicata: “Quanto a noi tutti i calcoli e le speranze poggiavano sullo smercio dei Sonetti del Belli che si stavano stampando a Napoli. Ma questi come assicurava Ugolini, non giungono ancora”. [Il riferimento è ad una lettera di Fulvio Ugolini del 25 gennaio 1865]. E ancora in data 15 febbraio 1865 lo Spatafora nelle sue memorie fa riferimento alla spedizione dei sonetti da Napoli: “con la vendita degli opuscoli dei sonetti del Belli, dei quali ci si annunciava già cominciata la spedizione, provvedere agli altri bisogni”. In agosto la vicenda della spedizione dei Sonetti da Napoli si presenta ancora alquanto problematica. In una lettera dello stesso Fulvio Ugolini, datata Poggio Catino, 30 agosto 1965, indirizzata a Fedele Spatafora si legge: Ciò che mi sorprende è il non vedere arrivare le merci [I Sonetti del Belli, come precisa lo Spatafora] che da vari giorni tu mi dici essere spedite da Napoli. Non avranno equivocato nell'indirizzo?. Sarà bene che torni a scrivere”

La vicenda della spedizione sembra potersi ritenere conclusa quando in una lettera del 10 ottobre 1865 Fulvio Ugolini scrive allo Spatafora “Ho ricevuto due pacchi di libri che ti rimetto, meno due copie che mi tengo per leggere a letto se mi tornano le febbri

La vendita dei Sonetti non ebbe comunque una grande fortuna se lo stesso Spatafora in una sua lettera del 20 aprile 1866 confermerà che “la vendita degli opuscoli dei sonetti del Belli è ridotta quasi a nulla

Lo Spatafora farà un bilancio definitivo della vicenda dei sonetti del Belli nelle sue Memorie: “Di questi sonetti di Gioachino Belli ne ho già parlato, ed ho detto che furono stampati a Napoli e venduti a Roma a beneficio dei nostri prigionieri politici e delle loro famiglie. Ne vennero in Roma 600 copie: cinquecento politici e cento pornografici [lo Spatafora fa riferimento al secondo fascicolo dei Sonetti umoristici, con i nove sonetti, di carattere erotico] Ne furono venduti 160 dei primi e 40 dei secondi, assieme per la somma di 440 lire; i primi a lire 2,50, gli altri a lira 1,00 la copia. Le copie invendute, depositate nelle camere da me ritenute in via della Passeggiata di Ripetta, furono distrutte appena avvenuta la mia carcerazione nel giugno 1867”.

La Libreria Marini propone in vendita l'intero corpo dei manoscritti delle due opere: 107 sonetti, un indice, un biglietto dello stampatore ed una lettera del curatore Felice Cicconetti.

Tutte le informazioni all'indirizzo
 https://www.libreriamarini.it/letteratura-1/manoscritti-dei-sonetti-umoristici

 

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