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CA BALÀ. RIVISTA MENSILE DI UMORISMO GRAFICO, SATIRA DI COSTUME E POLITICACa Balà. Anno I, N.1, Aprile 1971

Compiobbi,  Gruppo Stanza 1971

Il primo numero della storica rivista satirica Ca Balà. Con numerose vignette, tavole e illustrazioni di Paolo Della Bella, Berlinghiero Buonarroti, Giuliano Rossetti e Graziano Braschi. Con un manifesto in serigrafia di Vinicio Berti. Sommario: "Cosa nostra" - Il pasticcino, di Piero Santi - Ylipe o dell'assurdo - Piccolo mondo, di Vinicio Berti- La Pasqua non è più quella di una volta, di Babeuf, Lichtenberg illustrato da Paolo Della Bella, testi tratti dall'edizione Einaudi 1966. Articoli di Piero Santi, Graziano Braschi, Vinicio Berti, Pietro Bertoli, Babeuf. Con numerose vignette e illustrazioni di Giuliano Rossetti, Paolo Della Bella, Berlinghiero Buonarroti, Graziano Braschi. Allegato un manifesto sciolto stampato in serigrafia di Vinicio Berti ad un colore ("C'era una volta la luna", 1969, cm 31,8x40,7) 

Cm 32x21,5,  pp. 16 Legatura con punto metallico (stapled binding) Alone di ruggine in corrispondenza dei punti metallici (Spots of rust from staples along spine) Molto buono (Very Good)

"A chi s'aggira bel bello per le calli di Venezia può capitare, alzando la testina, di leggere «Fondamenta de Ca' Bala». Questo accadde  diversi anni fa a Piero Santi, primo direttore responsabile della rivista di umorismo grafico e satira politica, Ca Balà, (gli altri sono stati Mauro Senesi e Franco Manescalchi) che subito pensò: «Madonna, che bel titolo per una rivista». Fu così che negli anni cinquanta pubblicò  alcuni numeri di una rivista letteraria misteriosamente intitolata Ca Balà. Nel 1971 quando Graziano Braschi Berlinghiero Buonarroti e Paolo della Bella, che insieme a Pietro Bertoli gli proposero di fare il direttore di una rivista umoristico-satirica, lui ripropose il suo vecchio titolo, Ca Balà appunto, che a tutti apparve subito molto bello e particolare, tanto da accettarlo  con entusiasmo." La genesi della rivista secondo le parole di Paolo Della Bella (dal suo sito). Sempre dalle parole di Della Bella: "Era il 1971; il nome ambiguo e misterioso altro non era che la riedizione di una testata letteraria degli anni ‘50 che, Piero Santi, aveva scovato andando per fondamenta veneziane. Il sottotitolo era «Rivista di umorismo grafico e satira politica», aveva un carattere “undergrund” come impostazione grafica, ma i contenuti e la diffusione non furono né provinciali né tanto meno ristretti all'ambito cittadino. Del fiorentinismo tradizionale c'era ben poco. Ed i riconoscimenti critici non tardarono ad arrivare, come quello di Mario Spinella in occasione di una presentazione al pubblico milanese della «nuova ma pionieristica rivista di satira» avvenuto nel novembre 1971. La lunga storia di Ca Balà dura tortuosamente e gloriosamente nove anni e cinquanta numeri, qualificandosi come punto di riferimento per i disegnatori politici italiani che si sono identificati nel programma-slogan «Satira come arma politica»."

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