Vedere Chiedere Capire

 Luciano D'Alessandro

Che cosa significa per me fare il fotografo?
Significa mettermi in rapporto con la realtà nella posizione che credo piü congeniale, significa partecipare ai fatti della vita restando me stesso, e significa anche cercare di vivere in modo autentico.
E quanto mi costa dal momento che per caso scoprii la macchina fotografica fra gli oggetti pieni di magia che mio padre conservava. Da quei giorni sono passati vent'anni e più da allora la fotografia attraversa la mia vita, e i mestieri che hanno preceduto questa scelta, fino a restare l'unico centro della mia esistenza.
E questo mestiere è quello di vedere, di chiedere, di capire. Nella formazione delle nuove generazioni e nel'informazione di quanti delle generazioni passate desiderano aggiornarsi di ogni fatto umano, la fotografia è oggi una componente essenziale. Quella fotografia che più direttamente e immediatamente rappresenta senza veli la realtà ambientale e l'uomo d'oggi, quella fotografia che con acuta indagine accusa il costume e le convenzioni rilevando le contraddizioni in cui si trova l'uomo nella società. Quella fotografia infine che provoca un pensiero in più al di fuori della routine quotidiana e che contribuisce ad allargare la consapevolezza facendo breccia nella conoscenza dell'uomo.
Parlo insomma del fotogiornalismo che costituisce la scelta caratteristicadi molti fotografi per il suo fascino, per la stimolante richiesta d'intuizioni e per il contatto con le più diverse realtà in cui il fotografo fra gli altri, si trova ad essere testimone della Storia. A questo impegno non corrisponde nel nostro Paese oggi uno sbocco di mercato qualificato e disponibile, in grado di compensare con la dovuta soddisfazione il fotografo che opera in questo senso. Questo è però un argomento che varrà la pena dibattere più diffusamente a parte e collettivamente.
Nonostante le difficoltà è in quest'ambito che caparbiamente mi muovo e devo dire che riferita al mio lavoro la fotografia è principalmente un mezzo e non un fine.

La fotografia mi interessa quindi limitatamente a quello che può contenere e cerco di usarla strettamente legata alla sua capacità di sintesi che esprime mediante il suo linguaggio autonomo. Quindi esercito quella fotografia d'indagine che possa immediatamente e direttamente fornire la narrazione di un fatto, ricercando la sintesi dello stesso come ho già detto, servendomi di una simbolistica e di una tecnica non particoIarmente ricca di suggestioni per quanto sia possibile per un uomo d'immagine. Ma stavo parlando di alcune difficoltà . . .
Ho pensato qualche volta ad un'alternativa che mi desse una possibilità diversa in futuro.
Niente da fare, non era un pensiero serio: è cosi che deve andare.